Più buia è la notte, più vicina è l'alba.
PARTITO DEMOCRATICO
Teorema del resto.
Dato un polinomio del tipo 2x^3+3x^2-x+6, possiamo chiederci se sia divisibile per un polinomio di primo grado come x-a, dove a è un numero reale qualsiasi.
Per rispondere a questa domanda basta sostituire "a" alla x e vedere che cosa viene come risultato: se viene 0 vuol dire che la divisione è esatta, se il risultato è diverso da 0, la divisione non è esatta ed ha come resto il risultato stesso.
E questo è quello che in algebra viene chiamato teorema del resto.
Note esplicative:
-la scrittura x^3 significa "x al cubo".
-una divisione si dice esatta quando fornisce resto zero.
-i numeri reali sono un'estensione dei numeri naturali che sono quelli del tipo: 0 1 2 3 4 5 ecc. E più precisamente sono quelli del tipo 2,23452134.... in cui il numero delle cifre decimali può essere finito o infinito. Se il numero delle cifre decimali è finito, oppure le cifre si ripetono periodicamente si parla di numeri razionali, altrimenti si parla di numeri irrazionali (cioè...di destra).

La mossa del cavallo: il caimano partigiano.
Dopo il Berlusconi operaio, casalinga, ecc e da ultimo urbanista, abbiamo il Berlusconi partigiano. Dopo 15 anni da quando è "sceso" in politica ha scoperto che in Italia c'è stato un grande movimento, la Resistenza, che ha ridato almeno parzialmente dignità al nostro popolo, dopo la vegogna del fascismo e delle leggi razziali.
Conosciamo l'uomo: si farebbe tagliare le palle pur di allargare il consenso personale. Noi mentre lo invitiamo a farsele tagliare sul serio, non possiamo che essere felici dell'evento. E speriamo che il processo di maturazione democratica di una compagine governativa fatta di fascisti, piduisti, evasori fiscali e quant'altro, continui e marci rapidamente.
L'invito pressante di Franceschini, segretario del PD, al presidente del consiglio ad aderire alle celebrazioni per la festa della liberazione ha sortito l'effetto voluto. Inoltre, proprio oggi il Cavaliere ha dichiarato che ritirerà la proposta di legge per equiparare i reduci partigiani ai fascisti di Salò E anche questa è una buona cosa.
A sinistra c'è chi ha parlato di boomerang a proposito dell'iniziativa di Franceshini, avendo avuto l'effetto di togliere il monopolio del 25 Aprile alla sinistra. E anche Giorgio Bocca ha dichiarato che questo per lui è stato la celebrazione più triste, perchè la memoria è stata rievocata da ex fascisti.
Che cosa dovremmo desiderare? Che la maggioranza di governo non si riconosca nelle pagine costituve dell'Italia repubblicana e che sia sospinta ogni giorno a minarne la fondamenta? Così noi potremmo fare delle bellissime manifestazioni per la libertà e la democrazia?
O non è meglio alzare l'asticella e chiedere con forza che ai discorsi seguano i fatti e che quindi le fondamenta della democrazia, ossia la separazione dei poteri e il rispetto delle istituzioni diventino prassi costante?
Mi pare che qui stia la differenza tra una sinistra progressista che si fa carico di spingere il Paese in avanti, e una invece che è preoccupata solo della propria bandiera e cammina con la testa girata indietro.
Naturalmente non siamo nati ieri, e sappiamo bene che dobbiamo tenere gli occhi ben aperti e il fucile sempre carico (è una metafora...questo lo dico per i duri di comprendonio), perchè non si diventa democratici dall'oggi al domani, sopratutto quando la propria base è quella parte del Paese da sempre oscillante tra democrazia e nostagia dell'uomo forte.
Aggiornamento:
01_bisognerà poi fare qualche considerazione sulla stampa italiana, ormai quasi interamente a "buo punzone", come dicono i toscani, di fronte al cavaliere trionfante, il ducetto del terzo millennio (ma durerà molto meno per fortuna).

Fascisti, antifascisti e postfascisti.
Pare che questo sarà l'anno in cui la destra, di derivazione fascista o piduista, svolterà verso il riconoscimento della lotta di liberazione come valore fondante della democrazia repubblicana.
Non c'è però da farsi molte illusioni. E siccome siamo meno distratti di altri, ancorché schifati dallo stato di cose presenti, stimiamo che essa, la destra, cercherà di piegare questa celebrazione del 25 Aprile, a proprio vantaggio.
Noi siamo tra coloro che credono nel cambiamento financo delle coscienze più resistenti all'autocritica, ma nutriamo qualche dubbio, visti i personaggi coinvolti.
La previsione è che da una parte cercheranno di sminuire il valore della Resistenza, dicendo che in fondo l'Italia l'hanno liberata gli americani. Dall'altra si dirà che ci fu una resistenza democratica e una comunista che voleva instaurare una dittatura staliniana.
Entrambi sono menzogne, come chi conosce un po' di storia ben sa. Ma il tentativo è subdolo e insidioso.E tende a modificare l'idea che la maggioranza dell'opinione pubblica ha del processo che portò l'Italia a rifiutare la dittatura fascista e la vergogna monarchica dal nostro Paese.
In quindici anni, questi malandrini hanno imparato non tanto l'arte di governo, della qual cosa non gli importa nulla, quanto l'arte della manipolazione delle coscienze. Il loro indubbio successo dipende solo da questo, oltre che dall'ottusità di gran parte degli italiani, sempre pronti a delegare, purché non gli si chieda di assumersi il dovere di essere cittadini consapevoli.
Berlusconi (tessera P2 n° 1816) visiterà un cimitero americano, forse, e spero che non arrivi a dire che lui ha fatto il partigiano. Fini ha già scritto un articolo, ospitato in un giornale della "sinistra" più becera, in cui rende omaggio alla lotta di liberazione, ma non rinuncia a introdurre un elemento di divisione tra chi partecipò alla Resistenza. Il suo Padrino Almirante era a quel tempo segretario del PNF, partito nazionale fascista, ed era tra i fucilatori dei partigiani. Lui stesso, Fini, pochi anni fa dichiarò che Mussolini era stato il più grande statista del secolo.
Insomma, mutamenti repentini, inspiegabili, se non con la cifra dell'opportunismo. Altri danno il merito alla giovane moglie. Anche noi pensiamo che la figa fa bene. E allora ci sentiamo di proporre: figa per tutti, se questo porta a ragionamenti più sani.
Catastrofi non naturali.
Quando un disastro avviene, rannicchiarsi nel dolore è la cosa peggiore. Meglio studiare le cause, per evitare che in futuro si ripeta. E questo peraltro aiuta anche a superare il disagio.
Credo che in molti abbiano cercato notizie, informazioni, sul perchè un terremoto di entità media come quello dell'Abruzzo abbia provocato un tale disastro.
Pare che non si possano prevedere i terremoti, ma di sicuro la tecnologia fornisce tutti gli strumenti per evitare che facciano vittime. E la risposta è una sola: cemento armato.
I nostri centri storici sono d'impostazione medioevale, epoca in cui le tecniche per il calcestruzzo, di cui parlava già Plinio il vecchio, erano state dimenticate. E quindi non c'è nulla da fare. Magari si possono proteggere con accorgimenti semplici, ma se la scossa è consistente crollano. Così anche le case economiche fatte ai primi del '900, con sassi e malta, come quella dove abito io, sono destinate a crollare..
Ma dove il cemento armato ci dovrebbe essere, come negli edifici costruiti negli ultimi 30 anni, perchè sono addirittura i primi a crollare?
Ci sono state inchieste giornalistiche in questi giorni, qualcuna seria, la maggoir parte inutili. Dove si è voluto guardare oltre la superficie, come nel caso di Repubblica, si è raccontato di disastri dovuti all'azione umana, non ai mostri delle viscere. Pilastri in calcestruzzo fatti con la sabbia marina, piena di salmastro che corrode rapidamente l'acciaio, Le staffature delle colonne poste a distanza di più di un metro, mentre le norme prescrivono che siano più ravvicinate. Cemento di pessima qualità. Insomma una strage causata dai costruttori che hanno voluto guadagnare più del lecito. Una strage annunciata.
Ora, dopo la denuncia giornalistica, anche la procura pare si muova.
Ma questi fatti sono solo paradigmatici di una situazione generale, di uno Stato pletorico e vorace, governato da politici corrotti, i quali anzichè vigilare che i ladri e gli speculatori rubino e creino disastri, pensano a fare passerelle fra i disgraziati colpiti nei loro averi e nei loro affetti. Pesciolini nel laghetto, allevati per la gioia dei delinquenti che di volta in volta occupano le stanze del potere..

Siamo tutti abruzzesi, ma qualcuno lo è di più.
Per il terzo giorno consecutivo il presidente del consiglio è in Abruzzo.
Voi penserete che si sia tolto la panciera, che si sia messo la bandana e abbia cominciato a scavare tra le macerie, a mani nude, come si dice.
Nulla di tutto questo. Come Gesù camminava sulle acque, guariva gli infermi e resuscitava i morti, cosi Berlusconi, con la sua sola presenza risolve ogni problema.
Qualcuno di voi, più maligno degli altri, penserà che anche il terremoto, come la spazzatura di Napoli, o gli stupri o i clandestini, servirà al suddetto unto del signore per uno spot elettorale. E francamente non ci sentiamo di dargli torto. Goebbels diceva: stringi una mano e quella mano un giorno scriverà il tuo nome sulla scheda.
Gli abruzzesi, del resto hanno già dato un'ampia messe di voti alla destra. E siamo pronti a scommettere che la prossima volta aumenteranno. Benchè siamo certi che avranno modo di rimanere nelle tende e nell baracche almeno per i prossimi dieci anni,
Avanti un altro disastro!
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