Più buia è la notte, più vicina è l'alba.
PARTITO DEMOCRATICO


(che insegna Teoria del genere in una università parigina,) la quale ha provato per un certo tempo ad assumere testosterone, registrando notevoli variazioni intellettuali, fisiche e sessuali.di Maria Grazia Meda
Una filosofa spagnola ha preso per tre anni il testosterone. Voleva capire se la sua identità sessuale sarebbe cambiata facendosi crescere peli e muscoli
Ci si può intossicare di testosterone per indagare le differenze di genere? Per alcuni mesi, Beatriz Preciado si è trasformata in ragazzo - peli, barba, muscoli, energia, voglia di fare sesso - assumendo regolarmente l'ormone. Una esperienza che racconta in un libro appena uscito in Francia, Testo Junkie (edizioni Grasset). Il saggio va ben oltre il resoconto di un'intossicazione volontaria. La spagnola Preciado - filosofa allieva di Jacques Derrida, specialista in Michel Foucault e Judith Butler, teorica del movimento queer - vi ha condensato una vertiginosa somma di riflessioni su capitalismo, biopolitica, pornografia, questioni di genere, riflessioni su tutti quei farmaci, in particolare gli ormoni che usiamo senza pensarci tanto. Lei suggerisce di inizia- re a riflettere seriamente su questa camicia di forza chimico-ormonale che modella la nostra personalità.
Perché ha deciso di prendere il testosterone?
"Non sono la prima a fare un esperimento simile: pensi a Freud con la cocaina, Michaux con la mescalina o Benjamin con l'hashish. Anche loro hanno usato il corpo come mezzo di sperimentazione".
Ma perché ha scelto proprio il testosterone?
"Perché mi interessava riflettere sulla questione del sesso e della costruzione di genere attraverso gli ormoni. E mentre gli estrogeni sono ovunque, il testosterone è rimasto abbastanza tabù".
Infatti quando lei ha condotto l'esperimento, tra il 2005 e il 2007, non era in vendita.
"Se una donna vuole assumerlo, deve dichiararsi affetta da disforia sessuale - in altre parole, malata mentale - e presentarsi davanti a un comitato di psichiatri che valuterà se può cambiare sesso. E io non volevo cambiare sesso, né chiedere allo Stato il permesso di prendere il testosterone".
Come si è svolto concretamente l'esperimento?
"Mi applicavo microdosi da 50 mg di gel sulla spalla, tre volte la settimana. Poi diminuivo a due, risalivo a tre e via di seguito. Da subito ho riflettuto su dove volevo arrivare".
Quando si sono verificati i primi cambiamenti?
"Quattro o cinque giorni dopo l'assunzione, quando non ci si pensa più. Una parte del corpo reagisce davvero. Si provano le stesse sensazioni di una droga: chiunque abbia ingerito determinate sostanze, sa di che cosa parlo".
Cosa le è accaduto in pratica?
"Esteriormente il testosterone può dare irsutismo e un principio di calvizie. Non nel mio caso, però: come vede, non ho un solo pelo sul viso".
È vero che la muscolatura aumenta?
"Sì, e inoltre ci si sente più energici. Non a caso, nel culturismo il testosterone si usa come anabolizzante".
Com'è cambiata la sua libido?
"Si prova una sensazione sessuale totalmente genitale.
Sembra di avere un martello tra le gambe, una continua sensazione di urgenza. Ero assalita da questa pulsione di camminare per ore in città. Uscivo, ed ero davvero pronta a farmi la prima persona che incontravo".
È quello che descrive come "ubriacarsi di mascolinità"?
"L'ho scritto in senso parodistico. Questa sensazione è stata codificata come mascolina, virile, ma è un'esperienza che può essere vissuta, sperimentata da qualsiasi corpo. In endocrinologia, la quantità "giusta" di testosterone di una persona non è mai stata definita con precisione. Quanto testosterone ci vuole per definirsi uomo? Forse dovremmo prendere in considerazione la dimensione culturale, politicamente costruita, della biologia. Le femministe dicono che il sesso è biologia, e il genere è costruito. Oggi cominciamo a intuire che entrambi fanno parte dello stesso sistema tecnobiopolitico, nel quale anche la libido entra in gioco. Da marzo è sul mercato un farmaco a base di testosterone per aumentare il desiderio delle donne in menopausa. A conferma che esiste una stretta relazione tra libido e ormone".
Crede che le donne l'adotterebbero massicciamente, malgrado gli effetti collaterali?
"Mi chiedo cosa accadrebbe se un gran numero di donne prendesse il testosterone e gli uomini un po' di estrogeni, un ormone profondamente destabilizzante dal punto di vista emotivo. Non credo che sia un caso che la pillola, ovvvero dosi massicce di estrogeni e progesterone, sia stata data alle donne negli anni '70, proprio durante la rivoluzione sessuale e il processo di emancipazione".
Cosa intende dire esattamente?
"La pillola, in un certo senso, è il primo prodotto preventivo e non curativo che è arrivato massicciamente sul mercato. Ha instaurato un modello di controllo cui si ispireranno tutti i farmaci successivi, dal Prozac al Viagra".
La pillola definisce un soggetto di donna emancipata, che controlla il proprio corpo.
"Direi piuttosto una donna emotivamente fragile, con una scarsa libido. La pillola fa leva sulla retorica dell'emancipazione per non mettere in discussione il modello dominante eterosessuale. La riproduzione ruota attorno a questa asimmetria tra il corpo della donna, totalmente soggetto al controllo, e quello dell'uomo, nella più completa opacità".
Leggendo il suo libro si ha l'impressione che siamo quasi tutti junkie, tossici...
"Pochi giorni fa è stato scoperto che, a New York, l'acqua del rubinetto contiene una quantità enormemente elevata di ormoni e altre molecole farmacologiche. Assistiamo a una nuova politica di controllo delle masse attraverso la regolamentazione del desiderio".
Questo non avveniva già in passato?
"Con una grande differenza: oggi il controllo è più strisciante, e più efficace.
In passato il nostro corpo era letteralmente rinchiuso in uno spazio - prigione, ospedale psichiatrico, ospedale, scuola - per essere controllato. Oggi lo facciamo di nostra volontà, con la pillola, il Prozac, il Viagra".
Lei dice che, in futuro, la questione della riproduzione sarà molto più importante di quella della sessualità.
"Anche grazie agli ormoni, ci rendiamo conto che esiste una molteplicità del corpo che va oltre la femminilità e la mascolinità. Una persona potrà cambiare orientamento sessuale due o tre volte nella vita: credo quindi che la sessualità sarà meno importante. Sulla riproduzione, invece, si scatenerà una nuova battaglia".
In che senso precisamente?
"Da un lato,
Un'ultima domanda: lei, lesbica, come spiega la quasi totale invisibilità mediatica delle donne omosessuali?
"Contrariamente ai gay, non abbiamo molti modelli di riferimento. Non abbiamo un Proust, un Wilde, un sindaco di Parigi. I gay sono associati a buon gusto, bei vestiti, raffinatezza culturale. Se dici lesbica, pensi camionista. Dovremmo cominciare a dire alle ragazzine: se sei lesbica, è ok".
(Pubblicato il 05 novembre 2008)
