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mercoledì, 19 novembre 2008



Governo sull'orlo di una crisi di nervi.

All'inizio era solo un venticello, poi più forte, infine rischia di diventare un uragano.
Se ne parla ovunque, anche tra i suoi, sottovoce: Berlusconi è incazzato. Contava su una luna di miele, che ormai si sta trasformando in una luna di fiele.

Di ritorno dall'America si è sentito male in aereo (lui ovviamente nega).
Questa sera ha telefonato a Ballarò, imbufalito come non mai, ha aggredito il segretario della CGIL e Bersani. Mi insultate-ha detto-quindi non parlo con voi. Proprio come fanno i bambini dell'asilo.

Eppure Obama parla con la Clinton, che è stata sua avversaria.
Parla anche con McCain, col quale se ne sono dette di tutti i colori. Ma gli uomini seri fanno così: si combattono, poi fanno gli accordi, quando esigenze più profonde lo richiedono.

Da noi questo non succede. Perché abbiamo un capo del governo che è una soubrette, e come tale ha un bisogno assoluto dell'incessante applauso delle folle.
Naturalmente l'aggressività è contagiosa. E allora anche il teorico dei fannulloni, Brunetta, cerca di fare la voce grossa, come il topolino che vuole spaventare l'elefante. O quell'altro, ministro del lavoro, Sacconi, ex socialista come Brunetta, che non si è ancora ripreso dal crollo del suo partito, devastato dal tintinnio delle manette, e allora se la prende con i "comunisti" della CGIL.

Naturalmente, non è solo questione di carattere. Il rifiuto del dialogo dipende anche dal fatto che è difficile per il governo confrontarsi, volendo fare una politica antipopolare, e a favore dei ceti più ricchi.

Questa sera però Berlusconi ha ammesso che la famosa cena a casa sua, in cui ha invitato Bonanni della CISL e Angeletti della UIL, ma non la terribile CGIL, effettivamente c'è stata. Dice però che lui non ne sapeva niente e che è stata breve. Tutti in studio ridevano. Ma tant'è, l'uomo è fatto così, capace anche di negare il proprio nome.

Ora vedremo che cosa diranno  Bonanni e Angeletti, visto che hanno sempre negato di aver partecipato a quella riunione clandestina, dalla quale sono usciti lasciando la casa del Berlusca dalla porta di servizio.
Si vergognavano? Credo di si, e giustamente. E dovranno forse spiegare qualcosa ai loro iscritti.
postato da: Mareprofondo alle ore 00:15 | link | commenti (11) Popup
categorie: democrazia, berlusconi, pezzi di merda
sabato, 15 novembre 2008



Recessione, un effetto dell'ingiustizia sociale.


Si sapeva che prima o poi sarebbe arrivata la recessione economica, che è una diminuzione della quantità di beni e servizi che un paese produce.

Ora la si attribuisce alla crisi finanziaria, ma questa non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti devastanti.

Le cause sono più lontane, e vanno ricercato da una parte nell'aumento dei prezzi e dall'altra in una distribuzione della ricchezza sempre più a favore dei più ricchi.

Se i prezzi aumentano, i consumatori dovranno diminuire la quantità di beni acquistati e quindi le aziende dovranno produrre di meno. E quindi la recessione, il grande gelo, l'aumento della disoccupazione.

Sappiamo che in Italia i prezzi sono aumentati, quasi raddoppiati,in occasione del passaggio all'euro. Non per colpa dell'euro, ma perché il governo Berlusconi lasciò la briglia sciolta sul collo di chi (commercianti, aziende, professionisti) praticò una vera e propria politica di rapina in danno dei percettori di reddito fisso (operai, impiegati, pensionati). E questa è la verità, che non viene mai ricordata.

L'altro fattore di aumento dei prezzi è internazionale, ma non solo. L'aumento dei prezzi del petrolio o del grano hanno cause nella speculazione connessa all'aumento della domanda internazionale, ma anche nella speculazione che si verifica ad ogni passaggio di mano dei prodotti.

Morale della favola, alla fine i percettori di reddito fisso (gli altri si difendono benissimo aumentando i prezzi) possono comprare meno merci e servizi, e quindi le aziende vendono di meno, da cui la recessione.

Soluzioni?
E' molto semplice, ma si tratta di scelte politiche che questo governo di destra non compirà mai, proprio per la sua natura, espressione di ceti privilegiati.
Se diamo cento euro a un tizio che ne guadagna duecentomila l'anno, essi andranno a rimpinguare il suo conto in banca, cioè non avrà nessun effetto sull'aumento dei consumi.
Se diamo cento euro a un pensionato che ne guadagna quattrocento al mese, li spenderà per comprarsi da mangiare o un paio di scarpe. Ed ecco che i consumi aumentano e la recessione (che vuol dire calo dell'occupazione) viene in questo modo combattuta.
In definitiva, si tratta di spostare soldi dai più ricchi ai più poveri, cioè fare quella che viene chiamata redistribuzione sociale della ricchezza.
Una politca a favore dei ceti a reddito fisso, sopratutto dei livelli a più basso reddito.

Al contrario l'ingiustizia sociale aumenta di giorno in giorno, cioè aumenta il divario di ricchezza tra i ceti sociali, e quindi la recessione lascerà sul campo un cumulo di macerie sociali, dalle quali non sarà facile emergere, e certo non con l'aiuto di questo governo.
postato da: Mareprofondo alle ore 09:57 | link | commenti (4) Popup
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lunedì, 10 novembre 2008

La forza della biologia.

Spesso si discute, un po'  a vanvera a dire il vero, delle differenze di comportamento tra uomini e donne, attribuendo tali differenze all'educazione, alla psicologia ecc.
In realtà la psicologia non si fonda sul nulla, o su semplice trasmissione culturale, ma su precisi dati biologici che differenziano maschi e femmine.
Qui c'è una giovane filosofa spagnola, Beatriz  Preciado
(che insegna Teoria del genere in una università parigina,) la quale ha provato per un certo tempo ad assumere testosterone, registrando notevoli variazioni intellettuali, fisiche e sessuali.


La signora è intelligente, e non è persona che si ferma di fronte a schemi convenzionali. Se le chiedete se è d'accordo con l'introduzione delle nozze gay in Spagna, vi risponderà che in realtà è il matrimonio che non ha senso. Vi dirà che i sessi non sono definiti da differenze puramente anatomiche, e che non esistono confini definiti una volta per tutte.

Di sé dice di essere transgenere e pansessuale, se la mia traduzione dallo spagnolo è corretta.
Comunque, ecco l'intervista rilasciata a Repubblica Donne.


Trasformazioni

Far finta di essere uomo

di Maria Grazia Meda

Una filosofa spagnola ha preso per tre anni il testosterone. Voleva capire se la sua identità sessuale sarebbe cambiata facendosi crescere peli e muscoli

Ci si può intossicare di testosterone per indagare le differenze di genere? Per alcuni mesi, Beatriz Preciado si è trasformata in ragazzo - peli, barba, muscoli, energia, voglia di fare sesso - assumendo regolarmente l'ormone. Una esperienza che racconta in un libro appena uscito in Francia, Testo Junkie (edizioni Grasset). Il saggio va ben oltre il resoconto di un'intossicazione volontaria. La spagnola Preciado - filosofa allieva di Jacques Derrida, specialista in Michel Foucault e Judith Butler, teorica del movimento queer - vi ha condensato una vertiginosa somma di riflessioni su capitalismo, biopolitica, pornografia, questioni di genere, riflessioni su tutti quei farmaci, in particolare gli ormoni che usiamo senza pensarci tanto. Lei suggerisce di inizia- re a riflettere seriamente su questa camicia di forza chimico-ormonale che modella la nostra personalità.

Perché ha deciso di prendere il testosterone?
"Non sono la prima a fare un esperimento simile: pensi a Freud con la cocaina, Michaux con la mescalina o Benjamin con l'hashish. Anche loro hanno usato il corpo come mezzo di sperimentazione".

Ma perché ha scelto proprio il testosterone?
"Perché mi interessava riflettere sulla questione del sesso e della costruzione di genere attraverso gli ormoni. E mentre gli estrogeni sono ovunque, il testosterone è rimasto abbastanza tabù".

Infatti quando lei ha condotto l'esperimento, tra il 2005 e il 2007, non era in vendita.
"Se una donna vuole assumerlo, deve dichiararsi affetta da disforia sessuale - in altre parole, malata mentale - e presentarsi davanti a un comitato di psichiatri che valuterà se può cambiare sesso. E io non volevo cambiare sesso, né chiedere allo Stato il permesso di prendere il testosterone".

Come si è svolto concretamente l'esperimento?
"Mi applicavo microdosi da 50 mg di gel sulla spalla, tre volte la settimana. Poi diminuivo a due, risalivo a tre e via di seguito. Da subito ho riflettuto su dove volevo arrivare".

Quando si sono verificati i primi cambiamenti?
"Quattro o cinque giorni dopo l'assunzione, quando non ci si pensa più. Una parte del corpo reagisce davvero. Si provano le stesse sensazioni di una droga: chiunque abbia ingerito determinate sostanze, sa di che cosa parlo".

Cosa le è accaduto in pratica?
"Esteriormente il testosterone può dare irsutismo e un principio di calvizie. Non nel mio caso, però: come vede, non ho un solo pelo sul viso".

È vero che la muscolatura aumenta?
"Sì, e inoltre ci si sente più energici. Non a caso, nel culturismo il testosterone si usa come anabolizzante".

Com'è cambiata la sua libido?
"Si prova una sensazione sessuale totalmente genitale.

Sembra di avere un martello tra le gambe, una continua sensazione di urgenza. Ero assalita da questa pulsione di camminare per ore in città. Uscivo, ed ero davvero pronta a farmi la prima persona che incontravo".

È quello che descrive come "ubriacarsi di mascolinità"?
"L'ho scritto in senso parodistico. Questa sensazione è stata codificata come mascolina, virile, ma è un'esperienza che può essere vissuta, sperimentata da qualsiasi corpo. In endocrinologia, la quantità "giusta" di testosterone di una persona non è mai stata definita con precisione. Quanto testosterone ci vuole per definirsi uomo? Forse dovremmo prendere in considerazione la dimensione culturale, politicamente costruita, della biologia. Le femministe dicono che il sesso è biologia, e il genere è costruito. Oggi cominciamo a intuire che entrambi fanno parte dello stesso sistema tecnobiopolitico, nel quale anche la libido entra in gioco. Da marzo è sul mercato un farmaco a base di testosterone per aumentare il desiderio delle donne in menopausa. A conferma che esiste una stretta relazione tra libido e ormone".

Crede che le donne l'adotterebbero massicciamente, malgrado gli effetti collaterali?
"Mi chiedo cosa accadrebbe se un gran numero di donne prendesse il testosterone e gli uomini un po' di estrogeni, un ormone profondamente destabilizzante dal punto di vista emotivo. Non credo che sia un caso che la pillola, ovvvero dosi massicce di estrogeni e progesterone, sia stata data alle donne negli anni '70, proprio durante la rivoluzione sessuale e il processo di emancipazione".

Cosa intende dire esattamente?
"La pillola, in un certo senso, è il primo prodotto preventivo e non curativo che è arrivato massicciamente sul mercato. Ha instaurato un modello di controllo cui si ispireranno tutti i farmaci successivi, dal Prozac al Viagra".

La pillola definisce un soggetto di donna emancipata, che controlla il proprio corpo.
"Direi piuttosto una donna emotivamente fragile, con una scarsa libido. La pillola fa leva sulla retorica dell'emancipazione per non mettere in discussione il modello dominante eterosessuale. La riproduzione ruota attorno a questa asimmetria tra il corpo della donna, totalmente soggetto al controllo, e quello dell'uomo, nella più completa opacità".

Leggendo il suo libro si ha l'impressione che siamo quasi tutti junkie, tossici...
"Pochi giorni fa è stato scoperto che, a New York, l'acqua del rubinetto contiene una quantità enormemente elevata di ormoni e altre molecole farmacologiche. Assistiamo a una nuova politica di controllo delle masse attraverso la regolamentazione del desiderio".

Questo non avveniva già in passato?
"Con una grande differenza: oggi il controllo è più strisciante, e più efficace.

In passato il nostro corpo era letteralmente rinchiuso in uno spazio - prigione, ospedale psichiatrico, ospedale, scuola - per essere controllato. Oggi lo facciamo di nostra volontà, con la pillola, il Prozac, il Viagra".

Lei dice che, in futuro, la questione della riproduzione sarà molto più importante di quella della sessualità.
"Anche grazie agli ormoni, ci rendiamo conto che esiste una molteplicità del corpo che va oltre la femminilità e la mascolinità. Una persona potrà cambiare orientamento sessuale due o tre volte nella vita: credo quindi che la sessualità sarà meno importante. Sulla riproduzione, invece, si scatenerà una nuova battaglia".

In che senso precisamente?
"Da un lato, la Chiesa: dopo aver perso la battaglia sui costumi sessuali, riorienterà tutti gli sforzi sull'aborto. Lo vediamo in Italia e negli Usa, e potrebbe accadere in Spagna. Ma c'è anche l'angoscia di dover affrontare nuove modalità di riproduzione: dall'utero artificiale al caso clamoroso di Thomas Beatie, il trans incinto".

Un'ultima domanda: lei, lesbica, come spiega la quasi totale invisibilità mediatica delle donne omosessuali?
"Contrariamente ai gay, non abbiamo molti modelli di riferimento. Non abbiamo un Proust, un Wilde, un sindaco di Parigi. I gay sono associati a buon gusto, bei vestiti, raffinatezza culturale. Se dici lesbica, pensi camionista. Dovremmo cominciare a dire alle ragazzine: se sei lesbica, è ok".


(Pubblicato il 05 novembre 2008)

 

 

postato da: Mareprofondo alle ore 18:58 | link | commenti (7) Popup
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giovedì, 06 novembre 2008


Destra al governo: tempo di carogne.

Per avere un'idea di quanto si possa essere carogne nell'epoca della tolleranza zero, inaugurata dal centrodestra, si legga l'articolo seguente tratto dal sito online di La Repubblica.
Quando parlo di carogne non mi riferisco alla ragazza che ha rubato qualche bistecca in un supermercato della Standa, ma al direttore che per questo ha chiamato i carbinieri, i quali non avendo altro da fare, hanno portato la rea in caserma e denunciata alla magistratura.



Incinta, ruba le bistecche
"Non mangio carne da mesi"

Ventitré anni, una gravidanza di cinque mesi e un contratto di lavoro part time, è stata sorpresa con tre confezioni di carne e alcune di affettati. Totale: 67 euro
di Emilio Randacio

L’hanno sorpresa tra gli scaffali della Standa, in zona Barona. In maniera goffa, da un giubbotto sgualcito, spuntavano tre confezioni di carne e alcune di affettati. Gli addetti alla sicurezza del grande magazzino, com’è prassi, quando si sono resi conto che avevano a che fare con una ladra, l’hanno accompagnata in direzione e chiamato i carabinieri. E hanno atteso. Non è la cronaca dell’ennesimo fallito furto per mano di un balordo qualunque. L’autrice di quel colpo mancato è una ragazza di 23 anni incinta di cinque mesi, italiana, incensurata, con un lavoro part time.

Nell’attesa che la gazzella dei carabinieri arrivasse alla Standa, la sicurezza del grande magazzino ha fatto i conti: il bottino ammontava a 67 euro. Tre pacchetti di carne per lo spezzatino, alcune confezioni di affettati misti. Dopo essere stata prelevata dai carabinieri e portata in caserma per l’identificazione, davanti al maresciallo che le chiedeva le generalità e una spiegazione, la ragazza l’ha fornita con semplicità: «Era un mese che non mangiavo carne. Ne avevo davvero bisogno e non ho resistito alla tentazione». La paga part time, ha fatto capire, non le basta per tirare la fine del mese. Poi è scoppiata in un pianto a dirotto
 
Ora la ventitreenne è sotto inchiesta per furto e il fascicolo è finito sulla scrivania del pm Tiziana Siciliano. Per il furto scoperto in flagranza il codice prevede anche l’arresto, ma nel suo caso, sia per l’avanzato stato della gravidanza sia per il fatto di essere incensurata, il magistrato ha deciso di non adottare misure restrittive in attesa del processo.
(05 novembre 2008)
postato da: Mareprofondo alle ore 18:17 | link | commenti (7) Popup
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mercoledì, 05 novembre 2008



Giulio Cesare ha la faccia nera.

E' successo!
Nonostante i sondaggi, non ci credevo, eppure è successo: un nero alla Casa Bianca, nel luogo in cui si decidono le cose più importanti per il mondo.

Questo ha un grande significato simbolico. Vuol dire che gli uomini contano per come sono, e non per il colore della pelle. L'umanità in questo modo fa un passo avanti. Non sarà un passo definitivo. Ci saranno dei ritorni a concezioni più retrive. Intanto però andiamo avanti.

Di fronte a una crisi drammatica, e a otto anni di presidenza Bush che è stata la peggiore della storia, gli americani hanno sorvolato sul colore della pelle. E questo è un bene. Un successo che ha attraversato tutta la società americana.

La misura del successo non sta nel numero dei delegati conquistati da Obama, perché il sistema è maggioritario in quasi tutti gli stati dell'Unione. Sta nella percentuale con cui ha vinto, che è circa del 52%. Non un ribaltamento totale, ma un significativo successo, che si ripercuote tra l'altro nell'avanzata dei democratici anche alle Camere.

Sarebbe un errore pensare ora che Obama sarà necessariamente un buon presidente. Bisognerà vederlo alla prova, per poterlo dire. Certo incoraggia il fatto che sia portatore della tradizionale politica dei democratici, più orientata verso gli strati più poveri della popolazione, e verso la classe media. E anche che durante tutta la campagna elettorale  Obama si sia detto favorevole al negoziato nelle questioni internazinali, il che è un ribaltamento totale rispetto alla teoria della guerra preventiva della sciagurata amministrazione che ha governato l'America negli ultimi otto anni.

Una buona cosa quindi questa elezione. Per il resto, il budino va mangiato per sapere com'è.

Quanto all'Italia, da giorni ormai nel Centrodestra si stanno cercando le similitudini tra Obama e Berlusconi. L'impresa appare subito ardua, ma sappiamo che un pull di cervelli è all'opera, per cui non disperiamo.
Gli americani lo chiamano bandwagon, ed è l'attitudine a saltare sul carro dei vincitori.
A noi non importa nulla, l'importante che si levino in fretta dalle palle, senza fare troppi danni.
postato da: Mareprofondo alle ore 11:25 | link | commenti (12) Popup
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