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giovedì, 25 settembre 2008



Un ex agente della CIA, fired, cioè trombato, sente un rumore, con la pistola in pugno e il bicchiere di wisky nell'altra, in mutande, si aggira per casa alla ricerca dell'intruso.


Un alto esponente del ministero del tesoro tutto preso dalle sue intolleranze alimentari e dall'ossessione salutistica del jogging, che mette annunci su internet per rimediare qualche scopata.

Un'impiegata di una palestra, di mezza età, ossessionata dal tempo che passa e dalla sua condizione ornitocarente, cerca quattrini per farsi quattro o cinque interventi di chirurgia plastica e sopratutto cerca un maschio che ne plachi le ansie.

Tutti fanno le corna a tutti e la pesca su internet la fa da padrona.

La saga della società americana di oggi. La saga degli imbecilli, ben rappresentata da un imbecille alla casa bianca.

Alla fine un alto esponente della CIA ha un sussulto di coscienza e dice: "Ma che casino! Che cosa abbiamo fatto? L'unica cosa che sappiamo è che abbiamo imparato a non farlo, ma non sappiamo che cosa abbiamo fatto"

Tornano i fratelli Cohen con questo film, Burn after reading. Ossia, brucialo dopo averlo letto, l'imperativo delle spie. Se preferite il titolo italiano, è: "A prova di spia". Traduzione un po' moscia.
Dopo "Questo non è un paese per vecchi", questo è decisamente un capolavoro che a me ha ricordato "America oggi" di Robert Altman.

Una critica spietata alla società americana che però si presta anche ad un piano di lettura comico.
E infatti in sala non si sentono altro che risate: l'imbecillità che ride dell'imbecillità degli altri.
Berlusconi  è l'evidenza simbolica di un popolo così ridotto.
postato da: Mareprofondo alle ore 08:46 | link | commenti (6) Popup
categorie: film
sabato, 20 settembre 2008

RIBELLARSI E' GIUSTO!

Vediamo un po', sono le 2.30 del mattino e il sonno tarda a venire. Che possiamo dire? Parliamo dell'Alitalia?

Ecco, parliamone. Ma non per dire qualcosa nel merito di una vicenda per molti  versi miserevole, ma per riflettere sul fatto di come la politica spesso se ne fotta delle condizioni di vita della gente e se serve buttare sul lastrico migliaia di persone pur di affermare i propri disegni criminali, lo si fa senza tanti scrupoli.

Meglio parlare chiaro, parliamo di quella banda di criminali che si trova al governo per la superficialità degli italiani.
Prima il nano di Arcore ha fatto fallire l'intesa di Airfrance che ci toglieva dalla balle un'azienda decotta, si sarebbe accollata i debiti e in più ci avrebbe dato anche qualcosa.
Ora, con la genialata di questi idioti i debiti vengono accollati a noi, e la parte buona dell'azienda messa nelle mani di una cordata di sedicenti imprenditori, che da sempre ammorbano l'Italia.

In realtà però l'importanza della cosa non sta tanto nella vicenda aziendale dell'Alitalia, quanto nei vantaggi politici che la destra voleva ottenere.

E' chiaro che la strategia è quella di avere di fronte un sindacato in ginocchio. Un sindacato giallo, come negli anni '50, o come i sindacati fascisti al tempo del Testone.
Bisogna dire che la destra ha trovato del morbido in una parte dei sindacati: la CISL e la UIL dicono ormai di si a Berlusconi a prescindere, come avrebbe detto Totò.
Stupidità? Corruzione? Vocazione irrefrenabile al servilismo? Tutto ci stà. Quello che è ormai evidente è che la CGIL è rimasta sola a farsi carico dei diritti dei lavoratori. Il tentativo è quello di isolare questa organizzazione dall'opinione pubblica., distruggerla, per poi passare come carri armati nei confronti di tutti i lavoratori.

E' un programma di destra, un programma di un pugno di delinquenti, che ingannando il popolo è riuscito ormai ad occupare tutti i posti di potere.

Ci saranno sicuramente molti fra voi che hanno la tessera di CISLe UIL. Strappatela, fate un atto di coraggio. Ribellatevi. Ribellarsi è giusto!
postato da: Mareprofondo alle ore 02:32 | link | commenti (6) Popup
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lunedì, 15 settembre 2008

Al discorso di chiusura della scuola politica del Pd il segretario affonda a tutto campo
contro gli avversari: "Responsabili di un genocidio di valori, e di misure inutilmente repressive"

Veltroni, duro attacco alla destra
"Stanno rovinando l'Italia"

Il leader ai giovani del suo partito: "Si rischia l'autunno della democrazia
e della libertà. In un Paese che rischia di perdere anche la memoria"
di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

"LA DESTRA sta rovinando economicamente, politicamente e moralmente l'Italia". Ed è anche responsabile di un vero e proprio "genocidio dei valori", di "un deserto storico e culturale", della deriva di una società "egoista e spietata" in cui "tutto è indistinto e tutto è lecito". Di una pratica di governo che oscilla "tra annunci roboanti e misure ferree", senza mai risolvere i problemi. In cui "la protezione, o presunta tale, è al di sopra di ogni cosa, anche di libertà e diritti civili: anche così può cominciare l'autunno della democrazia e della libertà". Specie in un Paese "che rischia di perdere anche la memoria", in cui vengono messi sullo stesso piano "i veri difensori d'Italia e coloro che scegliendo Salò e la Germania nazista avrebbero finito per distruggerla completamente".

Nel suo discorso alla conferenza di chiusura della scuola estiva di politica del Pd a Sinalunga (provincia di Siena), davanti a una platea di giovani, Walter Veltroni è più netto, più duro, e più chiaro che mai. Contro la cultura di Berlusconi e dei post-fascisti: "L'Italia si renderà conto a breve che sette anni di governo della destra l'hanno ridotta nella condizione drammatica in cui si trova oggi". Colpa di un "approccio neo-conservatore" che fa leva sulla paura, reprime invece di risolvere, cerca il revisionismo nell'interpretazione della storia d'Italia (il riferimento a Gianni Alemanno, Ignazio La Russa e soci è evidente).

"Noi dalla parte giusta". L'orgoglio di essere democratico Veltroni lo esprime citando una serie di momenti cruciali, nella storia del progresso umano: "C'erano i democratici, non la destra, con le prime suffragette; con i braccianti che si battevano per la terra; per far finire una guerra (la seconda mondiale, ndr) che aveva fatto milioni di vittime; a sostenere la battaglia per la chiusura dei manicomi; a lottare per i diritti dei neri d'America; contro l'apartheid". E per spiegare il punto di vista, il segretario ricorre anche a una citazione di Cris McCandless, protagonista (veramente esistito) del film Into the Wild di Sean Penn: "La felicità è reale solo quando è condivisa".

La cultura dell'egoismo. Veltroni attacca l'idea dominante di un "io separato dal noi": "Un virus che può fare solo male a una comunità". Poi denuncia che in Italia c'è "una vera e propria perdita di senso, sotto una fitta coltre di egoismo e cinismo". Ed è la destra "responsabile di questo clima di una società senza valori, in cui tutti coltivano solo il proprio desiderio individuale e si considera la missione e l'impegno collettivo e solidale come una favola per buoni sentimenti". E così, di fronte agli immigrati o a chi ha un orientamento sessuale diverso, "bisogna solo proteggersi, tirar su muri e costruire fortezze".

Il governo Berlusconi. Tante le stoccate al governo. A cominciare da istruzione e formazione: "Per il pensiero democratico la scuola è il centro di tutto, per la destra è un costo da tagliare. Per Berlusconi la scuola è a sua televisione, è così che vuole che vengano formati gli italiani". Poi, riferendosi all'articolo di Repubblica di oggi sul consumo di cocaina tra i ragazzini, Veltroni sottolinea che la lotta alla droga significa lotta alla mafia e alla camorra, "e per stroncarle al governo ci vuole gente che non pensi che i mafiosi sono degli eroi". E comunque, anche su questo tema, "la risposta della destra è miserevole", basata solo solo sulla repressione. Così come altri provvedimenti, "dalle impronte ai bambini rom per arrivare alle celle negli stadi e al carcere per le prostitute e i loro clienti".

Contro il revisionismo. Una bella fetta del discorso è dedicato alle polemiche attuali su Resistenza, Ventennio e Salò: "Non può esserci equidistanza tra fascismo e antifascismo. Non ci possono essere due verità, entrambe relative e soggettive. Ce ne è una sola: quella che la Storia ci ha consegnato. Che è scritta sulla pietra, sulle tavole della legge della nostra Costituzione. La destra non ha una vera cultura repubblicana". E attenzione: anche se nel Novecento "la libertà ha sconfitto il totalitarismo, non può dirsi scongiurato il rischio che nuove forme di totalitarismo si prendano la rivincita".

Contro il pessimismo. Di fronte a un'analisi così desolante, Veltroni ricorda che "c'è chi domanda cose migliori rispetto a quelle che comunemente vengono messe in offerta. Ci sono persone molto migliori rispetto alle rappresentazioni che solitamente vengono fatte. C'è un'Italia milgiore e possibile, che deve ritrovare il coraggio di sè". Un messaggio di speranza ai giovani del suo partito, all'interno di un quadro, e di un'analisi dell'esistente, decisamente a tinte fosche.

(14 settembre 2008)

 da La Repubblica on line

postato da: Mareprofondo alle ore 00:18 | link | commenti (6) Popup
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martedì, 09 settembre 2008

La ministra Carfagna contro le puttane.

La ministra è contro la prostituzione di strada: carcere per puttane e clienti.

In realtà se vi prostituite al riparo da occhi indiscreti, potrebbe persino aprirsi una carriera per voi.

Ora...non fate le solite battute, del tipo "regard qui parle". Il potere ha le sue leggi e qualsiasi cosa ne pensiate, esse non riguardano i comuni mortali.

Aggiornamenti:

1=secondo ilsondaggio diRepubblica online, il 57% dei lettori è contrario alla punizione di prostitute eclienti.

Non tengono conto che questo è un paese cattolico in cui le "pporcherie" vanno fatte di nascosto.

2= «ANCHE IL MINISTRO HA USATO IL SUO CORPO» - Un po' stupita un po' sarcastica la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Carfagna che ha detto di provare «orrore per chi vende il proprio corpo». Eppure - afferma Corso - «la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie».  (dal Corriere dellasera online)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da: Mareprofondo alle ore 19:06 | link | commenti (4) Popup
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venerdì, 05 settembre 2008

Largo ai giovani!

Nessuno affiderebbe la propria appendicite a un medico appena laureato. Oppure nessuno farebbe riparare la propria auto da un sedicenne e neppure gli affiderebbe il proprio computer.
Eppure...in politica è ormai diventato luogo comune il "largo ai giovani". Per esempio potremmo mettere Adinolfi (scommetto che nessuno si ricorda di lui: giovane  candidato alla segreteria del PD) , per esempio, al posto di Napolitano.

Quella del politico è una professione come un'altra, e come le altre ha bisogno di un lungo tirocinio per essere appresa. Occorre una conoscenza profonda della macchina dello Stato, e questa nessuno l'apprende nel grembo materno. Lo stesso dicasi per l'arte della mediazione e del consenso. Bisogna pure dire inoltre che una vita ben spesa, dovrebbe portare, benché non sempre, a un minimo di saggezza.

Nel governo Berlusconi ci sono alcuni ministri/e assai giovani e inesperti. Ma come tutti sanno i loro meriti sono altri, e di sicuro c'è chi pensa e decide per loro.

I giovani devono avere pazienza e imparare dai più esperti, e magari diventare più bravi di loro.
Qualcuno ha detto che una generazione che disprezza quella precedente non ha futuro. Penso proprio che sia così. Ora mi viene in mente: quel qualcuno era Gramsci, un sardo finito nelle galere fasciste e ivi morto.
 
postato da: Mareprofondo alle ore 14:14 | link | commenti (5) Popup
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martedì, 02 settembre 2008

La lotta di classe.

A ben vedere non è necessario aver letto Il Capitale per capire che cos'è la lotta di classe.

Dal 2001 al 2005, al riparo del passaggio dalla lira all'euro, il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni si è sostanzialmente dimezzato.

Chi era al governo in quel momento, la Destra, ha girato la testa dall'altra parte e così è avvenuto un gigantesco passaggio di potere d'acquisto dal reddito fisso alla rendita e al profitto, cioè a vantaggio di coloro che avevano votato per Berlusconi.

Ora sono tornati al governo per finire il lavoro. Chi va a far la spesa si rende conto che succede di nuovo quello che era successo col precedente governo della destra: un aumento dei prezzi spaventoso che darà un altro colpo mortale ai redditi fissi.

Non si raccontino balle sull'aumento del petrolio, perché quando il carburante aumenta lo Stato ci guadagna. Basterebbe mantenere fisse le tasse per ridurre di molto gli aumenti.

Ecco, questa è la lotta di classe: la lotta per la spartizione delle risorse. Non è pertanto un caso che tanti elettori abbiano votato Berlusconi. Sono prima di tutto coloro che ci guadagnano da un governo di destra: imprenditori, commercianti, professionisti ecc. Cioè coloro che derubano  due volte coloro che questa possibilità non hanno: una volta aumentando i prezzi, e un'altra volta non pagando le tasse.

Oggi ci si lamenta che mille euro non bastano per vivere. Ed è sicuramente vero. Ma bisogna ricordare che prima del 2001 con  due milioni ci campava una famiglia.

Non si dia la colpa all'introduzione dell'euro, ma a chi ha consentito questo gigantesco furto ai danni di chi ha meno potere.

Appunto, la lotta di classe.
postato da: Mareprofondo alle ore 00:29 | link | commenti (5) Popup
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