Diciamo pure che i fascisti sono degli imbecilli, come dice Alemanno senza avvedersi che parla anche di se stesso.
Però è fuori discussione che da quando c'è questa "gente" al governo le azioni razziste e violente si sono moltiplicate in modo impressionante.
Qualche ingenuo potrebbe pensare che il problema c'era e che quindi era necessaria una stretta autoritaria, mandando al governo una coalizione di manganellatori.
Purtroppo la cosa è più complicata. Ora il prefetto di Roma dice che la situazione è normalissima, e che non c'è nessun allarme.
Questo però non l'ha detto prima delle elezioni del sindaco.
Il fatto è che prima si crea l'allarme sociale, e lo si sfrutta per farsi eleggere, promettendo di mettere tutto a posto, poi una volta eletti la vera politica la si fa coprendo le azioni più spregevoli, come l'assalto ai campi rom o il pestaggio di un omosessuale o di un immigrato.
Questi vengono poi classificati dai fascistelli in doppiopetto come fatti isolati, frutto d'imbecillità.
Pochi giorni fa Fini, presidente della camera (sic!), ha detto, di fronte alla lettura di uno scritto razzista del suo padrino Almirante, che quelle parole razziste erano vergognose.
Ha poi aggiunto che a quel tempo (1942) molti erano razzisti, che poi si sparpagliarono in tutti i partiti.
Insomma, se il fascismo ha provocato mezzo milione di morti in Italia, la colpa è...di tutti.
Nel pomeriggio il suddetto ha poi commemorato Almirante, lodandolo. E il sindaco di Roma (che a suo tempo si è fatto 8 mesi di galera per aver buttato bombe contro un'ambasciata) vuole dedicare una strada al fucilatore di partigiani e deportatore di ebrei, Almirante.
Che dire?
La situazione è grave, ma non disperante.
Molti hanno dato per scontato che in questo Paese la democrazia fosse acquisita una volta per tutte. E questo sopratutto i più giovani.
Le aggressioni fasciste contro gli studenti democratici faranno capire loro che ogni generazione deve fare la propria parte.