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lunedì, 28 aprile 2008



Fascisti in Campidoglio
E' andata così. Abbiamo perso anche Roma. Contro ogni aspettativa. O meglio: contro ogni speranza.
Ci sarà tempo di analizzare e di riflettere coi dati alla mano. Certamente non è un bel momento per i progressisti di questo Paese.

Bisogna però dire subito che non ha tanto vinto la Destra, quanto che ha perso la sinistra, causa le sue divisioni.

Rutelli è ricordato per essere stato un buon sindaco, quindi non diveva andare così, se si fosse guardato all'interesse della città.

Alle spalle abbiamo però una caratterizzazione troppo moderata del candidato del centrosinistra che si è affermata negli ultimi anni. E poi è successo che la sinistra radicale non è riuscita ad entrare in parlamento, e ciò viene imputato dai suoi esponenti, al PD. Pertanto il voto ha anche la valenza di una punizione del PD da parte di settori di sinistra. Un po' come tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie.

E infine è caduta come il cacio sui maccheroni lo stupro di una ragazza da parte di un rumeno. Imputato semplicemente al sindaco uscente della città.
E' ridicolo, ma così è stata strumentalizzata la vicenda. Sulla quale peraltro ci sono molti dubbi, e vedremo come la magistratura saprà chiarire i fatti, le responsabilità e se ci sono stati dei mandanti.

Il tema della sicurezza è peraltro alla base del successo della Destra in tutta Italia. Cosa del resto già avvenuta in Francia.

E ora? Ora si tratta di riflettere, capire e lavorare per recuperare le sconfitte.
Ci può intanto consolare che non saranno rose e fiori per chi ha promesso di porre fine alla delinquenza e agli stupri.
Sono pronto a scommettere che ci sarà un po' di squadrismo, ma nulla cambierà nella sostanza.

Inoltre ci sarà da vedere come la coalizione di Berlusconi potrà stare in piedi con le contraddizioni tra la destra missina ringalluzzita e i leghisti che hanno una gran voglia di papparsi tutto.

La sconfitta c'è stata, ma avevamo perso anche Bologna e poi l'abbiamo ripresa.  La cosa più importante è non farsi del male da soli.

postato da: Mareprofondo alle ore 23:49 | link | commenti (23) Popup
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venerdì, 25 aprile 2008



Siamo tutti romani.


Coloro che nel popolo della sinistra e progressista sono delusi dall'esito elettorale e votano a Roma, domenica prossima hanno una straordinaria occasione per prendersi una rivincita.

Il candidato di centrosinisra è Rutelli, che è già stato sindaco di Roma, un politico che ha avuto varie esperienze politiche, ma che, lo sappiamo, non piace a tutti nel nostro schieramento.
Qualsiasi cosa ne pensiate, amici e compagni romani, votate per lui.
Sarà di certo migliore dell'altro candidato, Alemanno, un missino ripulito, ma neanche tanto, che raccoglie attorno a sé la destra esplicitamente fascista di Storace e Rauti.
Alemanno è quello che aizzava i tassisti contro il sindaco Veltroni quando questi cercava di avere più taxi nella città. I tassisti in visibilio facevano il saluto fascista di fronte a lui e lui sorrideva compiaciuto.
Questo campione della destra peggiore è anche quello che faceva le manifestazioni contro le discariche a Napoli.
E' quello che ha fatto otto mesi di carcere per aver lanciato molotov durante un corteo fascista. E' stato fermato dalla polizia tante volte, anche se poi ne è spesso uscito indenne grazie a compiacenze varie.

Non vi fate imbrogliare, superate le pigrizie, non siate schizzinosi: raccogliete l'invito di Ingrao e del Manifesto a fare fronte contro il ritorno della marea nera.

Questi non sono cambiati: erano fascisti e sono rimasti fascisti: vogliono cancellare la Resistenza dai libri di testo, sono quelli che sono in coalizione con la Lega e con Berlusconi, che stanno facendo fallire l'Alitalia gettando sul lastrico migliaia di lavoratori e le loro famiglie.
Sono i nemici di Roma, un vero cavallo di troia dentro la nostra capitale, per spogliarla e portare tutto a Milano e nel nord leghista.

Siate vigili, votate e votate per il bene della vostra città e dell'Italia.

Votate Rutelli e voterete per voi stessi, per il popolo di sinistra e per l'Italia.
postato da: Mareprofondo alle ore 10:29 | link | commenti (9) Popup
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giovedì, 24 aprile 2008

Il manifesto unitario promosso dall'Anpi


Roma, 25 aprile 2007: gli striscioni dell'Anpi e della Brigata ebraica -foto Omni Roma - 220x147
Difendiamo i valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace che hanno animato la lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica

Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l'uguaglianza, la giustizia, la democrazia.

Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila tra cittadini e lavoratori deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.

Da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.

Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori.

Ma a sessant'anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l'Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.

Permangono, d'altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica.

Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE assume il valore di una ricorrenza non formale.

Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.

Il 25 aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.

Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane

Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)

ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-ANFIM

PD-PRC-SDI-PdCI-Sd-Verdi-Italia dei Valori-MRE

CGIL-CISL-UIL-ARCI-ACLI-Centro Puecher

Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo per la Difesa dell'Ordine Repubblicano


Pubblicato il: 23.04.08
Modificato il: 23.04.08 alle ore
12.42

Tratto dal sito Unità.it
postato da: Mareprofondo alle ore 00:43 | link | commenti (2) Popup
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martedì, 22 aprile 2008

Dieci anni fa, nel Nord industriale.

Dieci anni fa, Brescia, una fabbrica metalmeccanica con 500 dipendenti.

Ormai queste fabbriche sono fatte metà di operai e metà di impiegati. Il lavoro duro viene subappaltato. Lo fanno gli operai delle piccole ditte, dove il sindacato non c'è. La paga ufficiale non corrisponde mai a quella reale.
Pochi soldi in busta e un bel mucchietto fuori busta.
Si vive male a Brescia. La riconosci subito dall'odore appena arrivi dall'autostrada: odore di merda diciamo noi che viviamo in riviera.
Devi stare lì qualche mese, alloggi in albergo. Questo nord non ti piace. Alla sera, dopo una pizza pagata a peso d'oro vai a fare un giro in città. Piazza della Loggia. Il ricordo di quelle bombe. Una statua di Niccolò Fontana, detto Tartaglia, per misteriose ragioni, un algebrista famoso ai suoi tempi.
In giro non c'è un cane, anzi, ci sono negri e puttane lungo il viale. Di bresciani neanche l'ombra.
I locali chiudono presto. Se vuoi sentire l'odore di una donna devi andare più giù, nei locali verso i laghi.

In fabbrica fatichi ad ambientarti. Gente dura, teste di pietra, con quel dialetto gutturale che non ti appartiene e che capisci a stento.
Ma è questa l'Italia?
Parli con tutti, dirigenti, operai, tecnici.
Qui tutti hanno la tessera CGIL in tasca. Un sindacato duro, di tradizione comunista, che quando decide di fare una lotta va fino in fondo.
Però votano in massa per la Lega di Bossi.
La CGIL li difende in fabbrica e la Lega li difende sul territorio, contro Roma ladrona. Per gli sghei.

L'azienda è in ristrutturazione. Bisogna ridurre il personale. Lo Stato concede i prepensionamenti.
Se hai 54 anni, ti pagano la cassa integrazione per 3 anni, l'azienda ti integra la parte rimanente e arrivi a prendere la paga come se lavorassi. A 57 anni vai in pensione.
Ma pochi ci vogliono andare. La pensione vale meno del salario, anche il venti per cento di meno. Poi negli anni perde valore. Molti hanno i figli che ancora studiano.
Ma come resistere? Ci sono gli elenchi alle bacheche di coloro che "hanno i requisiti". Cioè di quelli che sono prepensionabili.
E la pressione degli altri è fortissima, se non vai via tu che sei prepensionabile, io sono a rischio. Magari lo perdo io il posto.
Così, uno dopo l'altro, mestamente, quelli che hanno i requisiti "cedono". Qualcuno ha le lacrime agli occhi. Non si può dire se sia commozione o rabbia.
Resiste solo un'impiegata. Situazione difficile. Una figlia handicappata, tempo addietro si è ustionata gravemente in cucina. C'è stato un incendio in casa. La ragazza è in ospedale. Non si sa se si salverà.
Anche questa signora è...prepensionabile. Lei vive nel suo mondo, nella sua disperazione. Forse non lo sa nemmeno che l'azienda è in ristrutturazione.
Ma gli altri non perdonano neppure lei.
C'è una grande mensa, un selfservice.
Quando entra, i suoi colleghi sono già seduti e cominciano a picchiettare con la forchetta sul bicchiere. Prima comincia qualcuno, poi è un coro, un rumore assordante, da impazzire.
Questo va vanti qualche giorno, poi qualcuno spiega alla signora la situazione.
Il giorno dopo non viene in ufficio. Alla mensa tutto torna tranquillo.
postato da: Mareprofondo alle ore 00:02 | link | commenti (7) Popup
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venerdì, 18 aprile 2008

Il Financial Times : Berlusconi è il sintomo della malattia italiana


copertina dell'Economist su Berlusconi, foto web
L'Economist invece...

Silvio è la vera malattia dell’Italia. Ne è convinto il Financial Times che in un commento ai risultati elettorali italiani boccia preventivamente il terzo ritorno del Cavaliere al governo. Berlusconi, scrive nel suo editoriale Philip Stephens «è il sintomo, non la soluzione, della malattia dell'Italia».

Secondo il prestigioso giornale economico, «l'argomento che Berlusconi possa riportare l'Italia nella modernità non regge di fronte all'obiezione più semplice: come può l'Italia presentare se stessa come una vitale democrazia europea, quando il suo primo ministro sarebbe escluso dal suo ufficio in tutti gli Stati con i quali intende misurarsi?». Il problema, sempre vivo, è il solito: il conflitto d’interessi. «La cosa che dovrebbe squalificare Berlusconi, al di là di ogni dubbio, è la sua insistenza nel voler mantenere il suo vasto impero dei media», si legge. «Il primo ministro eletto possiede tre grandi emittenti televisive private d'Italia, due quotidiani e un esteso impero pubblicitario. Provate a immaginare Angela Merkel, Gordon Brown o persino l'estroverso Nicolas Sarkozy come tycoons dei media. Impossibile. E dovrebbe essere impossibile anche in Italia».

Quanto ai cronici problemi del nostro Paese, l’elenco è noto: «L’economia è più o meno stagnante da un decennio. Il debito pubblico del paese supera le entrate nazionali. Il divario tra il prosperoso nord e l'arretrato sud sta diventando più ampio». Berlusconi, conclude Stephens, si presenta come un «salvatore», ma l’Italia «merita ben più che uno scivolone nel vuoto della retorica».

Intanto il settimanale Economist rinforza la stessa opinione dedicando la copertina a Berlusconi (nella foto) con il titolo "Mamma mia" e il sottotitolo "Rieccolo di nuovo".

 

Ricavato da l'Unità.it (18/4/08)

postato da: Mareprofondo alle ore 22:03 | link | commenti (5) Popup
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giovedì, 17 aprile 2008



Riso amaro.

Massì, prendiamola in ridere.

Lenin diceva che bisogna portare il livello dell'amministrazione pubblica al livello di una cuoca.
Il Times ha dedicato un servizio alla signorina Carfagna indicandola come possibile ministro del costituendo governo Berlusconi.
Personalmente non siamo affatto scandalizzati, anzi, riteniamo la signorina senz'altro più competente di Tremonti (quello che vuole fare la guerra ai cinesi e vendere le spiagge italiane), per cui la proporremmo direttamente per il ministero dell'economia.
E se non altro non offende l'estetica come Berlusconi e i suoi tacchi a spillo.

Siamo solo preoccupati per le reazioni della signora Veronica Lario in Berlusca. Ma questi non sono affari nostri, ne siamo certi.

Pare inoltre che Sandro Bondi (ex sindaco comunista di Fivizzano e da parecchio tempo al servizio di Berlusconi) sarà proposto per il ministero della cultura.

E vabbé, avanti un altro.

Nani e ballerine (e lacché) sono un'ottima compagnia.

__________________________________________________

Ritorno alle figure di merda in giro per il mondo.



Il Berlusca fa battute stupide sul governo spagnolo a maggioranza femminile e Milo Manara ne approfitta per disegnare la ministra della difesa spagnola incinta, Carme Chacon.

La scritta dice: «Solo uno sparuto gruppo di machisti continua ad essere contrario»

Veronica, per favore...mettigli il bavaglio.

postato da: Mareprofondo alle ore 17:01 | link | commenti (13) Popup
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martedì, 15 aprile 2008




Sconfitti, ma incamminati verso un paese normale.


A quest'ora non ci sono ancora i risultati definitivi, ma il quadro è netto: ha vinto la Destra di Berlusconi, Bossi e Fini.

Hanno vinto con proporzioni un poco al di sopra delle aspettative.

Il PD ha avuto un buon risultato, guadagnando sette punti rispetto a due anni fa (somma dei partiti componenti). Non ha vinto, ma diciamo che dopo due anni di casino fatto da una coalizione divisa su tutto, poco altro si poteva sperare.
In qualche momento ci abbiamo anche creduto, ma più che altro dando retta al cuore più  che al cervello.

La Sinistra radicale subisce una sconfitta storica, passando da un undici e mezzo al tre e qualcosa, per cui non avrà rappresentanza in Parlamento.

Bertinotti si è dimesso e Diliberto aveva stasera le lacrime agli occhi. Pagano il prezzo della loro politica dissennata, avendo segato l'albero su cui erano seduti. Ora Tremonti è dispiaciuto dell'insuccesso della sinistra radicale: avrebbe preferito averla in Parlamento, a lavorare ai fianchi l'unica sinistra possibile, quella riformista.

Gli elettori hanno deciso diversamente, ma le idee di sinistra continueranno a vivere, anche senza vedere un giorno si e l'altro pure, Bertinotti pavoneggiarsi in tv, coi suoi abiti di taglio raffinato.

La Destra ha vinto, ma non durerà a lungo. La lega che ha avuto un notevole successo intercettando il voto di protesta, presenterà presto il conto. I conflitti sociali saranno durissimi e ci sarà bisogno di un centrosinistra forte nelle istituzioni e nel Paese per fronteggiare i danni che il governo farà.

E presto toccherà a noi governare.

Incamminati verso un Paese normale, cioè con una rappresentanza politica semplificata, in cui le maggioranze sono nette e chi deve goverane non ha alibi.

Ciò che non è normale è Berlusconi. Ma lui l'ha votato buona parte degli italiani. E questa è la democrazia. Che fa schifo perché dà potere di decidere anche a chi si fa riempire il cervello dagli imbonitori, ma è comunque il miglior sistema possibile finora inventato.

La cosa peggiore sarebbe passare il tempo a recriminare e a piangersi addosso. La storia è fatta di tappe, e questa è solo una di quelle che ci saranno.

Auguri a noi e al nostro Paese.
postato da: Mareprofondo alle ore 00:21 | link | commenti (24) Popup
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venerdì, 11 aprile 2008



Può succedere di tutto, ma l'impressione è che la Destra sia alle corde.

Questa sera Berlusconi, intervistato dal suo dipendente Mentana, su canale 5 (dopo Veltroni) ha mostrato tutta la rabbia del padrone prepotente che s'incazza quando il mondo non va secondo la sua volontà.

Mentre Veltroni ha spiegato che userà il tesoretto per aumentare salari e pensioni, il cavaliere nero prima ha negato che il tesoretto ci sia, poi ha detto che lo userà per togliere il bollo auto, ma a metà legislatura.

Ci sono dei pensionati che vengono arrestati nei supermercati perché sono costretti a rubare per mangiare e lui vuole togliere il bollo alle auto e ai motorini.
Questo dovrebbe dire a tutti quanto sia fuori dal mondo questa gente.

Sarebbe bello poter vedere sua emittenza chiedere la carità per le strade di Roma con uno scolapasta in testa, ma poiché siamo troppo buoni, facciamo semplicemente in modo che non torni a faticare a Palazzo Chigi.


postato da: Mareprofondo alle ore 13:43 | link | commenti (8) Popup
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giovedì, 10 aprile 2008

Il "principale esponente dello schieramento a noi avverso",
come lo chiama Veltroni, riferendosi allo psiconano, sta dando i numeri.

Hanno paura di perdere, sentono che il vento è cambiato.
Come topi impazziti stanno dando il meglio del loro repertorio.

Berlusca che invita Napolitano a dimettersi, perché ci vuole andare lui al suo posto. Vuol fare il test psichiatrico ai magistrati e, come se avesse già vinto, dice che non darà la presidenza del Senato all'opposizione.

Dell'Utri, suo ispiratore, condannato in primo grado per mafia, dice che vuole cambiare i libri di storia eliminando la Resistenza, e aggiunge che Vittorio Mangano, mafioso condannato per due omicidi, è un eroe. E' chiaro qui il messaggio alla mafia: se vince la Destra, i poteri criminali possono stare tranquilli.
La questione dei libri di storia ricorda il Min.cul.pop (ministero della cultura popolare) che durante il ventennio fascista aveva il compito di censurare e di dettare i libri di testo.
Dichiarazioni di questo tipo in passato avrebbero provocato la ribellione di qualsiasi coscienza civile. Ora dopo tanti anni di queste infamie la gente appare più stanca o forse non  le prende sul serio.

Unica nota divertente in questa deprimente performance della Destra è la Santanché che dichiara, mostrando tutta la sua eleganza: Silvio è ossessionato da me, ma non gliela do.

Questa sera a Milano al comizio di Veltroni c'erano 100 mila persone.
Al Colosseo ad ascoltare Berlusconi e Fini 40 mila, ma forse assai di meno.

Ecco questi sono i numeri che indicano il cambiamento di clima.


postato da: Mareprofondo alle ore 23:05 | link | commenti (10) Popup
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martedì, 08 aprile 2008



L'evasione fiscale e il cavaliere nero


Venti miliardi recuperati dall'evasione fiscale dal governo Prodi.
Questo è qualcosa che caratterizza nel profondo una coalizione politica e anche il suo rapporto coi cittadini.
Le tasse vanno pagate per mantenere in piedi lo Stato, e se c'è chi non le paga, le pagano gli altri.
Si è detto che la pressione fiscale è aumentata, ma non è vero. Semplicemente sono aumentate le entrate perché si è recuperato evasione.
Se il PD vincerà, quest'opera potrà continuare e il ricavato potrà andare ai ceti che ne hanno più bisogno, alla ricerca, agli ospedali ecc.

Se vince il nano di Arcore....beh lui ha già espresso profonda comprensione per gli evasori fiscali, visto che le aliquote sono "troppo alte".
Pertanto sarebbe la stessa musica già sperimentata nei suoi cinque anni di governo.
Inflazione mascherata alle stelle e una grande festa per i ladri di sempre.

Questa volta però c'è una novità: si è calcolato che il patrimonio pubblico ammonta a 1800 miliardi di euro e Tremonti pensa di far fronte alle necessità pubbliche (s)vendendolo.
A chi?
Di questo patrimonio fanno parte aziende come l'ENI, l'ENEL, la Finmeccanica ecc. Cioè le grandi aziende che funzionano e che sono riuscite ad affermarsi a livello mondiale.
Sarei pronto a scommettere che se vincesse la coalizione di destra questi gioielli finirebbero nelle amorevoli mani degli amichetti del cavaliere nero.

Impediamolo!
postato da: Mareprofondo alle ore 08:28 | link | commenti (6) Popup
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