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mercoledì, 27 febbraio 2008


Questo post è copincollato da capsicum. Un medico impegnato nella lotta contro il dolore non con la neutralità del tecnico, ma con tutta la sua profondissima umanità.
Per una volta lasciamo la politica partitica, per immergerci in quella vera. Quella che tanti uomini e donne praticano ogni giorno, mettendoci l'anima, per tenere in piedi questo disgraziato Paese.

SEDAZIONE TERMINALE: UNA BRUTTA COSA, DICE LA CHIESA

 Che poi invece di vestirmi bisogna che vi racconto questa, magari dopo che mi sono sfogata mi riconcilio col guardaroba.

E' morto il paziente quello col trousseau.

Me lo aspettavo, ma non volevo accettarlo. Uno dirà dopo tanti anni ancora non ti rassegni? No, non mi rassegno. Poi è anche morto male. Cioè, non troppo male alla fine, perché in hospice ha avuto una sedazione terminale, vale a dire l'hanno messo in coma farmacologico per gli ultimi quattro giorni della sua vita.

Sapete, la sedazione terminale,ciòè una specie di anestesia generale che ti fanno se la morte è troppo dolorosa perché bastino i normali analgesici, è una delle brutte cose, delle vergognose cose che questa medicina assassina propaga e che ledono la elevatissima morale cattolica. Una specie di eutanasia, dicono, addirittura.

Ma mi permetto di farvi notare: è facile far shopping con la carta di credito altrui. E' facile indignarsi quando non sei tu a soffrire.

Ed è facile mistificare  con la propaganda, parlando di cose che qualcuno non ha mai visto, che i nostri giovani, per esempio, non hanno mai visto.

La stessa faccenda della 194, in un certo senso..

Vi  voglio vedere alla prova, come i cocomeri.
vi vorrei portare al letto di un paziente che non tollera la morfina
vi vorrei portare al letto del mio paziente, quello che dicevamo, e che è morto il 21 gennaio.
e tenervi lì mentre lui urla.
mentre si dibatte.
e non permettervi di andare via.
giorno e notte.

Perché lui, per colmo della sfiga, la morfina e gli altri oppiacei non li tollerava, gli davano allucinazioni, agitazione, malessere insostenibile. Una specie di quello che i vecchi tossici chiamavano un "bad trip", un cattivo viaggio.

oh, si, sono casi rari.
meno del 15% dei pazienti terminali.
e siccome sono rari possiamo voltarci da una parte e fare finta che non ci siano.
e sentirci anche molto fieri della nostra superiore morale.
vorrei tenervi lì per tutta la settimana, tutta l'intera maledetta settimana
prima del trasferimento in hospice.
mentre andava in gangrena a partire dai piedi.
e si decomponeva da vivo, un centimetro alla volta.
urlando.
tutta la settimana, giorno e notte, come ha fatto sua moglie.
perchè era ancora forte, 48 anni, capirete.
ci ha messo un casino di tempo a morire.
è morto a stento, tirando calci al vento.
finchè un medico di quelli spregevoli non l'ha messo in coma farmacologico.
una di quelle cose che dio non vuole.
ed è rimasto sedato per quattro giorni.
quattro giorni in cui finalmente non ha urlato.
poi è morto.
mentre i mentori moralmente superiori guardavano da un'altra parte.
cosa che non posso fare io.


postato da: Mareprofondo alle ore 09:56 | link | commenti (17) Popup
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sabato, 23 febbraio 2008

Si può fare? Forse. Dipende da noi.

Si dipende da noi.
Tutti hanno ormai capito che è una sfida a due: Partito democratico, Destra.

Votare per uno di queste due forze vuol dire votare per il governo. Votare per altre formazioni minori, o astenersi, significa lavorare oggettivamente per l'avversario.

Chi scrive questo post supporta una vittoria del centrosinistra, che oggi è costituito da PD in coalizione con IDV e alcune personalità del Partito radicale inseriti nella lista del PD.
IDV dopo le elezioni confluirà nei democratici e avvierà un processo di unificazione.

Con la sinistra radicale c'è stata una separazione consensuale senza troppi rimpianti. Si continuerà a collaborare a livello locale, e magari ci si ritroverà su alcuni temi specifici di politica generale, ma la storia degli ultimi quindici anni ha dimostrato che una convivenza al governo tra le componenti della sinistra è impossibile.
Da una parte una forza, come quella del PD, approdata senza ambiguità a posizioni riformiste nel quadro di una società capitalistica, nel contesto europeo, e di mondializzazione dell'economia, dall'altra una costellazione di forze che sembrano non aver rinunciato a una funzione antagonista rispetto al sistema capitalistico in quanto tale.
Non si capisce quale società proponga tale sinistra, quello che dicono è che vogliono mantenere aperta la prospettiva del comunismo. In più sembra agire ancora secondo il modello della guerra fredda, per cui gli USA vanno avversati in ogni caso a prescindere dalle scelte della sua leadership.
Sono posizioni estremamente minoritarie, di pura testimonianza, che non cambiano nulla negli assetti sociali e che oggettivamente favoriscono le forze più retrive, indebolendo lo schieramento progressista.

Chi oggi ritenesse che con la nascita del PD si sia smarrita una prospettiva di "autentica sinistra", dimostrerebbe di aver perso qualche passaggio. Non posso richiamare qui tutta l'evoluzione del Partito comunista e del mondo cattolico. Ognuno lo faccia da sé, se lo ritiene necessario. Ma è di tutta evidenza che le forze progressiste che governano in Europa, o che aspirano al governo, sono tutte forze di centrosinistra, poiché per governare devono tener conto della società nel suo complesso, mentre il conflitto sociale tra lavoratori e imprese è materia delle relazioni sindacali. Ai partiti spetta il compito di fissare il quadro di riferimento in cui tali processi avvengono.
Una forza di centrosinistra avrà come suoi obbiettivi non la distruzione del sistema capitalistico, ma migliori condizioni di vita per chi sta peggio, tenendo conto che il problema non può essere solo quello della redistribuzione, ma anche quella della crescita della ricchezza del Paese, senza la quale non c'è nulla da redistribuire.

In Italia abbiamo più che altrove abbiamo il problema di una forte presenza cattolica. Il PD ha inglobato in sè la parte migliore e più progressista di quel mondo. E del resto la collaborazione è maturata nei decenni e non è affatto una novità.
Il Partito democratico è oggi una forza multiculturale. Questo significa che l'elemento necessario è la condivisione del programma, non il rapporto con la fede o particolari impostazioni etiche. Questo esisteva già ai tempi del PCI. Non è affatto una novità.
C'è chi paventa contraddizioni insanabili. Intanto bisogna dire che non esiste nessuna possibilità di costruire una forza culturalmente omogenea. In secondo luogo ciò che conta sono le regole di formazione delle decisioni. Su questioni eticamente sensibili ci sarà una decisione del partito, che potra vedere comunque voti distinti di alcuni. La cosiddetta libertà di coscienza. Del resto su questi temi nessuna forza politica è omogenea, per cui le maggioranze su singoli aspetti di leggi andranno cercati in Parlamento.

Ecco, credo che dovrebbe essere chiaro a tutti che "si può fare", ma bisogna volerlo.

Per vincere il centrosinistra, ossia il PD, deve sfondare al centro e recuperare anche il voto di chi si colloca più a sinistra.

E' nell'interesse di tutti, ma anche di chi ha dei dubbi su questo schieramento progressista e vorrebbe "qualcosa di più", votare comunque PD.

Non sarà indifferente avere come interlocutore al governo Veltroni o Berlusconi.
Veltroni lo si potrà condizionare a sinistra spingendolo più avanti. Con Berlusconi invece si potranno fare solo bellissime manifestazioni, con tante bandiere rosse, che magari finiscono come nel caso del G8 di Genova, ma senza incidere in nulla nella gestione della cosa pubblica e rinunciando chissà per quanto tempo a costruire migliori condizioni di vita per chi sta peggio.
postato da: Mareprofondo alle ore 10:14 | link | commenti (14) Popup
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sabato, 16 febbraio 2008




Era solo il 2001. Sembra mille anni fa.

Dopo aver passato gli ultimi mesi a insultarsi in tutti i modi possibili, ora si sono spaccati definitivamente.

L'UDC corre(?) da sola. E gli altri tre stanno insieme per tornare a riempirsi le tasche. Metteranno dentro anche tutti quelli che li hanno aiutati a risorgere, ma non è detto che gli basti per tornare a rubare e a farsi gli affari loro. Un'armata brancaleone che dopo le elezioni ricominceranno ad azzannarsi per spartirsi la preda: l'Italia.

Il PDL, un partito (anzi, solo una lista elettorale) di fascisti e razzisti che finalmente si presenta per quello che è. Una formazione di destra reazionaria al servizio del suo Padrone assoluto. Una palla al piede per l'Italia. Una vergogna per il Paese.

L'UDC, che ora dice di non essere in vendita, ma che sono quelli che hanno tenuto il sacco agli altri nei passati 15 anni.

Loro pensano di vincere. Ma se il popolo di centrosinistra riuscirà a vincere la propria vocazione al suicidio, questi campioni di democrazia potrebbero avere un'amara sorpresa il 15 aprile.
postato da: Mareprofondo alle ore 22:09 | link | commenti (10) Popup
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lunedì, 11 febbraio 2008




Il falsario (Die Falscher)

Berlino 1936, Sorowitsch è il re dei falsificatori ed è ebreo.
Una vita da individualista tra gioco e belle donne. Viene arrestato e portato a Mauthausen e da lì trasferito per la sua competenza in un campo privilegiato, insieme ad altri che hanno abilità simili alle sue.
Dovranno produrre dollari e sterline per mettere in crisi i regimi occidentali coi quali, nel frattempo la Germania nazista è entrata in guerra.
Il falsario è un uomo abituato a vivere per sé e non si fa certo problemi di collaborare col nazismo pur di sopravvivere.
Questo film ci parla della natura umana, dell'istinto di sopravvivenza che negli uomini fa loro rinunciare a qualsiasi parvenza di dignità.
E questo vale per i prigionieri in un campo di concentramento, ma vale anche per ognuno di noi, messo in una situazione che richiede la rinuncia alla propria umanità, pur di aver salvi la propria vita e spesso i propri privilegi.
La durezza del film è tutta qui.
Naturalmente si può toccare con mano il disprezzo e il razzismo dei nazisti rispetto agli ebrei. Qualcosa che sconvolge una coscienza educata al rispetto, ma che, anche qui, ci interroga su fenomeni che succedono anche nel nostro paese.
Come nasce e a che cosa serve il razzismo? Il considerare un altro gruppo umano portatore di inferiorità e di vizi immondi.
Il nostro Paese non è mai stato razzista. Eppure è bastato che un gruppo di mestatori senza scrupoli facesse appello agli istinti più sordidi perché tale sentimento emergesse in tutta la sua violenza.
Nulla è mai acquisito una volta per tutte.

Tornando al film, uno dei membri del gruppo di falsari non ci sta, e pur di testimoniare la propria dignità è disposto a rinunciare alla vita.
Ecco le due facce della medaglia: adattarsi per vivere, oppure ribellarsi e perire in nome di un ideale.

Scelta difficile che la maggior parte degli uomini risolvono alla maniera del falsario, piegandosi al più forte.

Non solo gli ebrei si vogliono salvare, ma anche i nazisti, che con l'approssimarsi della sconfitta cercano di mimetizzarsi e nascondere le prove dei loro misfatti.
Quando Herzog, il comandante nazista del campo, un tempo militante comunista, avverte l'avvicinarsi della fine implorerà la pietà della sua vittima, Sorowitsch il falsario ebreo.
Anche il nazista vuole vivere e tutta la sua arroganza lascia il posto all'umiliazione di sé.

La sostanza è tutta qui. Chi di noi pensa di essere al riparo da questi meccanismi sbaglia di grosso. E in fondo è meglio non avere mai l'occasione di conoscere la propria vigliaccheria, benché la vita di ogni giorno dovrebbe comunque insegnarci qualcosa.


Titolo: Il falsario - Operazione Bernhard (Die Fälscher)
Regia: Stefan Ruzowitzky
Sceneggiatura: Stefan Ruzowitzky
Fotografia: Benedict Neuenfels
Interpreti: Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, Martin Brambach, August Zirner, Veit Stübner, Sebastian Urzendowsky, Andreas Schmidt, Tilo Prückner, Bernd Raucamp, Lenn Kudrjawizki, Norman Stoffregen, Gode Benedix, Oliver Kanter, Dirk Prinz, Hille Beseler, Erik Jan Rippmann, Tim Breyvogel, Dolores Chaplin, Louie Austen, Michael Blohn
Nazionalità: Austria - Germania, 2007
Durata: 1h. 38'

Nota: vedere anche "Kapò" di Gillo Pontecorvo, su un argomento simile a quello di questo film.

-Prima stesura: 11/2/08
-Modifica: 12/2/08- 10.30



postato da: Mareprofondo alle ore 22:03 | link | commenti (16) Popup
categorie: film
venerdì, 08 febbraio 2008

RIBELLARSI E' GIUSTO.

Aderisco all'invito di Shoruel di copincollare il suo post.
Lo faccio non perchè ne condivida in tutto il contenuto, ma perchè ritengo giusto uscire dalla passività e utilizzare tutta l'energia che deriva dal proprio disagio.

Ci sarà modo di precisare l'analisi, su cui ho qualcosa da osservare, ma intanto ne prendo volentieri atto.




"incazziamoci
Propongo una catena, ma non una cosa per ridere, no, una cosa seria, l'idea parte dello spendido blog di daunaltromondo (che consiglio a tutti di andare a guardare)

riporto a piè pari il post, perché io non saprei scrivere di meglio

Scorrendo la consueta rassegna dei blog che seguo ho letto questo post "Momento di esasperazione" di floria1405. Avevo dimenticato questa scena del film Quinto Potere e la riporto sul mio blog. Questa scena credo che si adatti bene alla situazione italiana del momento. Il cittadino italiano non può che essere incazzato nero di destra o di sinistra che sia credo che questo stato d'animo possa accumunare tutti. Qui non c'entrano i colori politici, non mi interessa di sapere se la situazione che stiamo vivendo sia stata causata dal centro-destra o dal centro-sinistra, io credo che i nostri politici, i governi che si sono succeduti in questi ultimi quindici anni, tutti indistintamente sono responsabili. Non c'è lavoro e quello che c'è per i nostri ragazzi non consente di fare programmi per il futuro. Ci dicono che l'inflazione è al 2,9% ma le famiglie italiane sanno benissimo che è il dato reale è molto più pesante. L'inflazione viene calcolata tenendo conto di un certo numero di beni di consumo, il famoso paniere, che viene rivisto periodicamente. Nell'ultima revisione è stato inserito nel paniere il navigatore satellitare, ora mi domando ma sapere che il calcolo dell'inflazione è legato al costo di un navigatore satellitare non vi fa incazzare ? A me si. L'euro prima, il petrolio dopo, hanno fatto scendere drasticamente il valore di acquisti dei nostri stipendi. Mentre chi ci governa non ha questo problema naturalmente. Anche l'Europa ci ha detto che i nostri salari sono i più bassi della comunità europea. E questo fatto non vi fa incazzare ? A me si. Il governo cade perchè in due anni chi governava ha pensato ecslusivamente a costruire un partito e perchè un ministro della giustizia è stato indagato dalla magistratura, fregandosene altamente del bene del paese. E questo fatto non fi incazzare ? A me si. Andremo a votare con una legge definita da chi l'ha pensata una porcata, perchè fra le tante truffe di questa legge toglie al cittadino il voto di preferenza lasciando tutto in mano ai partiti. Andare a votare con questa legge non vi fa incazzare ? A me si.
Potrei continuare ancora per una giornata intera, allora un invito a tutti i blogger incazzati, urliamolo non come proponeva questa scena del film del 1976 ma inserendo il filmato sui nostri blog."

postato da: Mareprofondo alle ore 18:25 | link | commenti (10) Popup
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lunedì, 04 febbraio 2008



Due armate brancaleone l'una contro l'altra armata: la fine di un ciclo.


Molti non si ricordano quando è cominciato. Una legge maggioritaria, un premio di maggioranza. Una miriade di partitini che si mettono insieme per lucrare il premio di maggioranza. Senza aver nulla in comune, se non la voglia di arraffare posti di potere. Un programma che è una mediazione al ribasso di volontà discordi.
Una volta al governo i partiti si moltiplicano ancora perché questo vuol dire accedere ai finanziamenti e aumentare il proprio potere di ricatto.

Due coalizioni praticamente alla pari, aprono la strada alle scorribande degli altri poteri. Quelli che nessuno di noi ha eletto: la Chiesa, la Confindustria, l'Ambasciata americana ecc.

Il risultato è la paralisi, l'incapacità di governare.

Naturalmente non metto Centrodestra e Centro sinistra sullo stesso piano.
In Italia non abbiamo una Destra con senso dello Stato e delle istituzioni. E' un comitato d'affari al servizio del Grande Padrone.

Ma dal punto di vista dell'efficienza dell'azione di governo la musica è la stessa.
Quello che viene alla luce è una crisi di sistema. Cioè un sistema istituzionale inadeguato, che viene pagato pesantemente dal Paese, in termini di confusione e paralisi.

Ci sarebbe voluta una stagione d riforme istituzionali, da fare con l'accordo di tutti, o della maggior parte delle forze politiche.

Ma la destra, che si è scagliata insulti e accuse roventi fino a poche settimane fa, ha ritrovato subito l'unità davanti alla prospettiva di vincere le elezioni.

Può essere un'illusione. La partita è aperta, se la giochiamo bene.

Se la Destra tornerà al governo ripeterà quello che ha fatto nel suo governo precedente: sostituzione di otto ministri, dimissioni di Berlusconi a metà mandato, sostituzione di Tremonti, ministro dell'economia, poi tornato in carica. Un'azione di governo indifferente ai problemi del Paese. E litigi continui per spartirsi poltrone e quattrini.

Quanto a noi, dobbiamo evitare di fare un'altra ammucchiata di gente che non ha nulla in comune.
Gli italiani ci riderebbero in faccia. Molto meglio correre da soli, con piccole coalizioni di forze omogenee, che rishiare di vincere e poi di non poter governare.

Sopratutto non dobbiamo dare per scontato che monti un'altra volta la grande marea nera.  Che si torni alle leggi ad personam, alla vendita dei monumenti e delle spiagge a un'evasione fiscale da paura, al massacro dei redditi da lavoro e da pensione.

Ci vuole impegno e spirito unitario. Non bisogna fare gli schizzinosi. E ricordarsi che la battaglia sarà breve, ma senza esclusione di colpi.
Ognuno faccia ciò che può.


Prima stesura 4/2/2008
modifica 5/2/2008 h. 14.50

postato da: Mareprofondo alle ore 23:15 | link | commenti (16) Popup
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