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giovedì, 19 giugno 2008



Ci siamo!
Sabato 21 si parte.
Gli scarponi sono pronti e lo zaino anche. Le gambe sono allenate da un anno di palestra e il cuore pompa alla grande.
Salvo complicazioni ci vedremo tra un mese.
Mi raccomando, comportatevi bene e ricordatevi di essere felici.
Vi affido il blog. Abbiatene cura.
postato da: Mareprofondo alle ore 22:53 | link | commenti (5) Popup
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martedì, 17 giugno 2008



Un grande italiano



Leonardo Pisano, detto Fibonacci (Pisa 1170-Pisa 1250).

1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89......

qual è il numero seguente? Il numero è 144. La soluzione è semplice: basta osservare che ogni numero (a parte i primi due) è la somma dei due che lo precedono.
Quella scritta è la cosiddetta successione di Fibonacci.

Essa nacque dal seguente quesito: c'è una coppia di conigli che generano una coppia di conigli al mese, che a loro volta diventano capaci di generare in due mesi, poi anche loro ne generano una coppia al mese, e così via. Quanti conigli abbiamo dopo n mesi?

Le successioni come quella ideata da Fibonacci sono uno degli argomenti di studio dell'analisi matematica.

Chi ha fatto le medie superiori ricorderà le successioni aritmetiche del tipo:
1, 3, 5, 7, 9, 11, 13, 15, 17....in cui ogni termine si ottiene dal precedente aggiungendovi una certa quantità, detta ragione della successione. In questo caso la ragione è 2.
Oppure le successioni geometriche del tipo:
1, 3, 9, 27, 81.... in cui ogni termine si ottiene dal precedente moltiplicandolo per un certo numero (in questo caso 3).

Fibonacci fu rappresentante, insieme al padre, dei mercanti della Repubblica pisana presso il mondo arabo del nord Africa. Lì ebbe modo di entrare in contatto con l'aritmetica in uso presso i commercianti arabi, i quali a loro volta l'avevano in parte desunta dagli indiani.
Viaggiò molto arrivando fino a Costantinopoli, alternando i commerci agli studi matematici.
Rientrò in patria nel 1200 e negli anni successivi pubblicò il suo libro Liber abaci in cui introdusse per la prima volta in Occidente le 9 cifre arabe più lo zero, sconosciuto fino ad allora.
Cifre che usiamo ancora oggi e che hanno rappresentato una rivoluzione rispetto alla numerazione romana.
Il vantaggio del sistema arabo-indiano consiste non tanto nei simboli, quanto nel valore posizionale delle cifre: ogni cifra assume un valore diverso a seconda della posizione che occupa nel numero. Così la cifra 2 può voler dire 2 unità, oppure 2 decine, oppure 2 centinaia ecc a seconda della posizione che occupa.
Introdusse pure criteri di divisibilità, metodi di calcolo dei radicali quadratici e cubici, nonché il concetto di frazione.

Federico II gli fece avere un vitalizio per i suoi meriti scientifici che gli permise di dedicarsi interamente ai suoi studi matematici.

Per chi fosse curioso aggiungo che la crescita della popolazione dei conigli è del 61% al mese e dopo un anno si hanno 144 conigli.
Non si consideri la successione di Fibonacci una bizzarria, perché intere generazioni di matematici ne hanno studiato le proprietà le quali trovano applicazione in vari campi, dalla fisica all'analisi tecnica dei mercati finanziari.
In ogni caso ci vollero sei secoli per trovare una formula che permettesse di calcolare il termine ennesimo.

Attualmente esiste una rivista che si chiama "Fibonacci Quarterly", che si occupa di studiare la successione di Fibonacci e dintorni.

In una fase in cui c'è poco da essere orgogliosi del proprio Paese, tornare alle origini della nostra cultura, secondo me, non può che far bene alla salute.



postato da: Mareprofondo alle ore 09:16 | link | commenti (6) Popup
categorie: grandi italiani
lunedì, 16 giugno 2008

Imprenditori della paura.

La maggioranza attuale ha vinto le elezioni strumentalizzando e enfatizzando la paura dei cittadini.
Paura di che? Dello straniero innanzitutto. Di essere minacciati nei propri averi e nella propria integrità fisica.

Sappiamo in molti che la realtà non esiste, ma che esistono solo le interpretazioni del reale. E per farsi un'idea del mondo, al di là della propria esperienza immediata ci sono i media, giornali e televisioni. Pochi giornali, perché pochi leggono. Ma tanta televisione. Così succede che il mondo è quello che racconta la televisione. E se ti racconta di stupri e omicidi quotidiani succede che hai paura di uscire di casa, e pensi di vivere in un mondo spaventevole.

Ma la paura col tempo passa, e per poterla usare politicamente deve essere continuamente rinforzata. E allora vanno in scena eventi che ci devono convincere che viviamo nel più pericoloso dei mondi possibili, per convincerci ad accettare leggi autoritarie, e dimenticarci dei nostri problemi veri.

Ed ecco la grande trovata: l'Esercito nelle strade a garantire la sicurezza dei cittadini. Conta poco che in Italia abbiamo 250 mila forze di polizia giudiziaria, più i vigili urbani che via via stanno assumendo veste di polizia.

L'ipotesi avanzata dal governo è di impiegare 2500 soldati per compito di ordine pubblico. Un decimo delle forze di polizia. Un'inezia, del tutto ininfluente. Oltretutto i soldati non hanno un addestramento specifico alla tutela dell'ordine pubblico.
Ma certo, vedere per le strade i blindati e i fucili mitragliatori dà il senso dell'emergenza, del pericolo e quindi giustifica la paura.
Quella paura tanto necessaria a un governo che ha al proprio interno forze di estrazione fascista, un'accozzaglia di complessati che si sentono vivi solo quando sentono l'odore del sangue.

Beh, non siamo al Cile di Pinochet o alla Colombia, ma di sicuro non siamo messi bene e bisognerà tenerne conto.
postato da: Mareprofondo alle ore 07:48 | link | commenti (7) Popup
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giovedì, 12 giugno 2008

La dichiarazione di guerra.

Pare che il duce, avido lettore di Gustave Le Bon, teorico della manipolazione delle masse, concludesse spesso i suoi discorsi rivolgendosi ai propri collaboratori con la frase: "Il popolo è femmina".

Chissà che cosa intendeva dire.

PS: la seconda guerra mondiale costò all'Italia 500 mila morti.

postato da: Mareprofondo alle ore 10:42 | link | commenti (1) Popup
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mercoledì, 11 giugno 2008



Privato è bello!


Questa è l'ideologia della Destra. Un'ideologia da industrialotti della Brianza, da commercialisti e da evasori fiscali. La loro insofferenza per tutto ciò che è statale è nota. Si parli di tasse o di impiegati pubblici, sospettati senz'altro di essere dei parassiti, dei fannulloni, come si dice ultimamente.

E così tutto dovrebbe essere privatizzato, siano spiagge, edifici storici, caserme, ma anche ospedali e scuole. Dietro tutto questo c'è naturalmente la speranza assai concreta di una grande abbuffata per gli amici e gli amici degli amici.

Insomma: privato è bello. E via col pensiero unico.

Allora cominciamo a guardare dove comanda la logica del profitto. Come per esempio nelle cliniche private, che tanto piacciono a uno dei massimi teorici di questa ideologia, il sig. Formigoni.
E' di questi giorni lo scandalo di una clinica milanese, la Santa Rita, o qualcosa del genere, in cui si facevano operazioni chirurgiche sui malcapitati, non necessarie, pur d'intascare il pagamento per la prestazione d'oro dalla Regione.

Ovviamente nessuno dell'amministrazione regionale ha controllato nulla. Eppure avrebbero dovuto farlo. E' il loro compito.
Sta pure emergendo un giro di mazzette a politici. Vedremo che cosa uscirà fuori.

E poi? Dopo le cliniche a che cosa toccherà? Sappiamo che i soldi della scuola fanno gola al Vaticano.
E allora avanti con la privatizzazione dell'istruzione. Purché ci si possa riempire le tasche di quattrini.

Privato è bello!.
postato da: Mareprofondo alle ore 21:44 | link | commenti (4) Popup
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lunedì, 09 giugno 2008



La popolarità del governo.


La popolarità del governo è aumentata sensibilmente nell'ultimo mese,
arrivando al 55% e tra i ministri, il più popolare è il ministrino Brunetta, quello che vuol cacciare i fannulloni dall'amministrazione pubblica.

Eppure finora sono state fatte solo tre cose:

-abolizione dell'ICI a coloro che hanno case da benestanti, perché all'altro 40%, per quelli che ne avevano bisogno, l'aveva già abolito Prodi.
Per abolirlo del tutto, il governo si è fregato i soldi per le infrastrutture della Calabria e della Sicilia.

-mutui per la casa. Coloro che avevano un tasso variabile, che negli ultimi anni aveva fatto crescere la rata, verranno convertiti a tasso fisso, abbassando la rata al 2006.
In questo modo, chi aveva un mutuo per 20 anni, continuerà a pagare per 30 anni. E in più dovrà pagare ulteriori interessi alle banche per questa dilazione.
In sostanza è un regalo fatto alle banche.

-la detassazione degli straordinari
. Questa è un'autentica vergogna. Se hai un salario che non ti basta, l'unica speranza che hai è allungarti l'orario di lavoro. Non ti bastano più 8 ore al giorno. Ne devi lavorare 9 o 10, come all'inizio del '900.
Questo naturalmente se l'azienda per la quale lavori ha lavoro da smaltire, e se sei abbastanza simpatico al capo. Altrimenti continuerai a sputare sangue come prima.
Allo stesso tempo se fai straordinario porti via un posto di lavoro a un giovane disoccupato.

A parte queste tre cose, tutte le altre sono annunci, buoni per un giorno, e buoni per essere smentiti il giorno dopo.

Ma se gli italiani sono contenti, forse sbagliamo noi.
postato da: Mareprofondo alle ore 19:21 | link | commenti (8) Popup
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venerdì, 06 giugno 2008



La laicità dello Stato.

In quel gesto inusitato da parte di una capo di governo, il bacio dell'anello papale, c'è tutta l'umiliazione di un popolo di fronte a un potere straniero. Un rito feudale di cui non si sentiva il bisogno.
Gesto che Berlusconi, da consumato teatrante, ha provato cento volte coi suoi collaboratori.

Ma la cosa più grave è che, secondo i retroscenisti, il governo ha promesso al Vaticano  finanziamenti per la scuola cattolica, interventi sulla procreazione assistita e sulla legge sull'aborto, secondo i voleri  della gerarchia cattolica.
Sono soldi nostri, che paghiamo con le nostre tasse e che si vanno ad aggiungere ai quattro miliardi l'anno che la chiesa cattolica ci costa. Esattamente lo stesso costo di tutto il ceto politico, cosa su cui si sono versati fiumi d'inchiostro e scritti libri di successo.

Pertanto, noi abbiamo votato, ma non è servito a nulla. Le leggi dello Stato italiano si decidono oltretevere. E' una vergogna che dovrebbe indignare i cittadini tutti, ma lo spirito pubblico è così degradato che questo non succederà di sicuro.


PS: apprendiamo con vivo dispiacere che oggi Berlusconi ha avuto un altro malore, mentre parlava ai giovani industriali.
Verrebbe da dire...e cadde per la terza volta sotto la croce.....
postato da: Mareprofondo alle ore 13:09 | link | commenti (5) Popup
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lunedì, 02 giugno 2008



Renato Caccioppoli (Napoli 1904-Napoli 1959): genio e sregolatezza.

Nipote di Michail Bakunin, il noto rivoluzionario russo,  per parte di madre, crebbe in una stimolante atmosfera intellettuale borghese. Appassionato di letteratura francese, musica, suonatore di pianoforte, di cinema, parlava cinque lingue, e infine di matematica, che fu l'attività principale della sua vita.

Nella matematica si applicò a molti campi, sopratutto all'Analisi funzionale, e la insegnò per lunghi anni in varie università, ma sopratutto a Napoli.
In questo campo non ebbe mai dei grossi riconoscimenti internazionali, sia per la sua trascuratezza nei dettagli, sia a causa dell'isolamento in cui il regime fascista aveva gettato la cultura italiana.

Curioso della vita in ogni suo aspetto, amava sopratutto gli ultimi, che frequentava spesso assumendone lo stile di vita.
Fu quello che oggi si chiamerebbe un uomo di sinistra, un progressista, un libertario. Durante la visita di Hitler e di Mussolini a Napoli, nel '38, trovandosi in un ristorante, chiese all'orchestrina di suonare la Marsigliese, e improvvisò un discorso pubblico contro il fascismo.
Fu subito incarcerato da agenti della polizia fascista presenti all'esibizione. Grazie alla famiglia e sopratutto alla zia professoressa universitaria anche lei ,che lo fece dichiarare pazzo, fu ricoverato in un manicomio criminale, in cui rimase un paio d'anni.
Pare che si trovasse perfettamente a suo agio coi malati di mente. Riceveva molte visite da parte dei suoi colleghi ed allievi, e anche lì non cessò la sua attività di matematico.

Il Regime considerava poco virile che un uomo andasse in giro con cani di piccola taglia, e allora lui passeggiava per il centro di Napoli con un gallo al guinzaglio.

Grande bevitore e amante delle belle donne, sregolato lo fu davvero, almeno quanto geniale.
Andava in giro di notte con un impermeabile con sotto solo una canottiera. Rientrava al mattino dopo una notte passata a bere e a unirsi a quel mondo di emarginati che si appropria da sempre della città, quando gli altri dormono.
Chi però si desse a una vita sregolata, sperando in tal modo nell'arrivo della genialità, ne rimarrebbe deluso.

Amava le donne, ma le considerava incapaci di capire la matematica, condividendo un pregiudizio che regge ancora ai nostri tempi.
Si narra che esaminando una ragazza particolarmente perspicace, le dicesse "signorina, nonostante le sia una donna, devo convenire che capisce la matematica, per cui le debbo dare 30 e lode".

Conobbe e sposò una donna, invisa alla famiglia perché ritenuta una donna facile, che fu la grande passione della sua vita.
Lui difese la sua scelta spiegando la differenza che c'è tra una donna libera e una puttana.
Dopo la guerra Caccioppoli si avvicinò al partito comunista e ne condivise le lotte con grande passione.

La moglie poi lo lasciò per un alto dirigente del Partito, testimoniando della passione che le donne sembrano avere per gli uomini di potere.

Questo segnò profondamente la vita del grande matematico, il quale si dedicò ancora di più al bere, trascurando i rapporti sociali e il proprio lavoro.

Sprofondato in una profonda depressione alla fine si suicidò con un colpo alla nuca. Modalità che aveva a lungo studiato in precedenza.

C'è parecchio materiale scritto su Renato Caccioppoli e anche un film "Morte di un matematico napoletano" del '92, diretto da Mario Martone.
Film che consiglio.


postato da: Mareprofondo alle ore 09:14 | link | commenti (7) Popup
categorie: grandi italiani
giovedì, 29 maggio 2008




Diciamo pure che i fascisti sono degli imbecilli, come dice Alemanno senza avvedersi che parla anche di se stesso.
Però è fuori discussione che da quando c'è questa "gente" al governo le azioni razziste e violente si sono moltiplicate in modo impressionante.
Qualche ingenuo potrebbe pensare che il problema c'era e che quindi era necessaria una stretta autoritaria, mandando al governo una coalizione di manganellatori.

Purtroppo la cosa è più complicata. Ora il prefetto di Roma dice che la situazione è normalissima, e che non c'è nessun allarme.
Questo però non l'ha detto prima delle elezioni del sindaco.

Il fatto è che prima si crea l'allarme sociale, e lo si sfrutta per farsi eleggere, promettendo di mettere tutto a posto, poi una volta eletti la vera politica la si fa coprendo le azioni più spregevoli, come l'assalto ai campi rom o il pestaggio di un omosessuale o di un immigrato.
Questi vengono poi classificati dai fascistelli in doppiopetto come fatti isolati, frutto d'imbecillità.

Pochi giorni fa Fini, presidente della camera (sic!), ha detto, di fronte alla lettura di uno scritto razzista del suo padrino Almirante, che quelle parole razziste erano vergognose.
Ha poi aggiunto che a quel tempo (1942) molti erano razzisti, che poi si sparpagliarono in tutti i partiti.
Insomma, se il fascismo ha provocato mezzo milione di morti in Italia, la colpa è...di tutti.

Nel pomeriggio il suddetto ha poi commemorato Almirante, lodandolo. E il sindaco di Roma (che a suo tempo si è fatto 8 mesi di galera per aver buttato bombe contro un'ambasciata) vuole dedicare una strada al fucilatore di partigiani e deportatore di ebrei, Almirante.

Che dire?

La situazione è grave, ma non disperante.

Molti hanno dato per scontato che in questo Paese la democrazia fosse acquisita una volta per tutte. E questo sopratutto i più giovani.
Le aggressioni fasciste contro gli studenti democratici faranno capire loro che ogni generazione deve fare la propria parte.

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venerdì, 23 maggio 2008




Il ministro della difesa spagnolo, Carme Chacon, commossa, col suo bambino  appena nato.

Tanti auguri Carme, a te e al tuo bambino.



Non capita tutti i giorni che un ministro della difesa rimanga incinta e che poi partorisca.

C'è qualcuno forse che vorrebbe mettere incinta l'on. Larussa?

Ecco, gli spagnoli hanno la splendida signora Chacon e noi abbiamo Larussa. La differenza tra Spagna e Italia è tutta qui.
postato da: Mareprofondo alle ore 22:14 | link | commenti (6) Popup
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